DIALOGHI
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Sesoslri ; suo incontro ed alterco con Cùo. Alessandro il Grande . Estemporanea venuta di Tamerlano , e suo ritratto.Cesare , Augusto , Tito, Marco Aurelio e. Antonino. Indolee colloquio de? medesimi. S'interrompe la visione. Fine delCanto primo.
Mag. Che ve ne dice il cuore, sig. Taddeo?
Tad. Mi dice che la magnificenza della scena, e 1 "'alterco(e’volea dire Valterazione) e i ritratti e i colloqui di tuttiquesti grand’ uomini , e il vederne degnamente pennelleg-giato il carattere, mi daranno un esquisito e lungo piacere.
Mag. Esquisito non so, ma lungo no certamentechein meno di cencinquanta versi il poeta vi dà bella e spac-ciata tutta questa grande materia.
Tad. Poffar Dio ! e con che arte il fa egli ?
Mag. Con periodi a brani, e per lo più saltellanti sopraun sol piede-, ciascuno de’quali è gravido d’un concetto.Di che nasce una perpetua batterìa di sentenze e d’im-magini , che , simiglianti ai razzi matti nel tempo delleallegrezze, guizzano a zig zag, e muojono con lo scop-pietto.
Tad. Noi crederò se noi veggo. Alla prova:
Odo un suon che serpeggia fioco fiocoEntro i cespugli della mia capanna.
Questo c il singhiozzo dell’Eco gemente.
L’entratura, o m’inganno, mi rende odore Ossianesco.
Mag. Ossianesco, c cattivo.
Tad. Non ho il core di contraddirvi. Andiamo avanti:
.Tocco la cetra ,
E un bisbiglio di gemiti s’aggruppaSul tremolio dell’indistinte corde.
Mag. E questi di che odor li trovate, signor Taddeo?
Tad. Vorrei dir buono, c in coscienza noi posso. Quelbisbiglio de’ gemiti è fratello del singhiozzo dell Eco, e l’unoe l’altro mi pajono strana cosa. Stranissima poi un bisbiglio