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DIALOGHI
fessore fin qui ci ha dato non so che versi, ma non poesia,perchè non è poesia dove 1’ anima tace, dove il cuore nondetta, dove tutte le passioni sono tranquille, Veggiamose la cosa piglia più vita nel rimanente.
Il Senno, fatto al signor Anelli il sorriso che già s’èvisto, a grato dir compone L’amico aspetto, e gli si assideaccanto.
Mag. Vedete se io già colsi nel segno avvisando chetra il poeta ed il Senno le cose passavano confidentissi-mamente. Quest’ atto del personaggio divino, che va a se-dersi accanto-al mortale, non mostra egli chiaro che ilmortale seguitò a starsi sdrajato tranquillamente, e nonfe neppur 1’ atto d’ alzarsi in piedi verso il divino ? E ilnon dare alcun segno nè di stupore nè di riverenza, c nondir neppure buon dì, che altro significa che intrinsichezza?
Tad. V’ingannate: significa un’altra cosa. Ma lasciamolaire. Il Senno adunque , sedutosi cortesemente accanto alsuo amico, appicca con esso lai una polilica conversa-zione, diretta a provare che un patto (e’vuol dire unacostituzione) non si confà nè ai tempi nè a noi j percioc-ché questo patto, die’egli, è impotente del tutto a tenerin freno un tiranno. E che ciò ( state attento, e udiretecosa da sgangherarne i due poli), e che ciò sia vero,
Te ne fan prova , e mille aln i superbi
Da’(piali odio ai re venne e vituperio.
Mag. Oh ceneri di maestro Simone e di Calandrino !che ascolto ? Leonida fra i tiranni? 11 gran capitano deitrecento allo stretto delle Termopili fra Tiberio e Pisistrato ?il più valoroso , il più virtuoso , il più gran martire dellapatria fra gli assassini della medesima? Tiranno Leonida ?esso, che, offertogli da Serse l’impero della Grecia , rispose:Anzi morire per lei, che esserne ingiusto signore ? (')
(*) Perchè taluno non s* avvisi di suggerire a tanto sproposito unqualche rifugio su i fatti d*un altro poco noto Leonida } sappia il let-