DIALOGHI
Tati. E nel bello del discorso rizzarsi in piedi per ve-der passare il Sovrano, c^cacciarsi fra la moltitudine, di-menticandosi di esser rapito in ispirilo ....
Mat. E allo strepito de’ cannoni e. delle campane farcalare terra terra una nuvola_
Pas. E dentro la nuvola una processione di donne, che(cosa inci’cdibilc !) non dicono mai parola....
Mas . E dietro le donne una gualdana d’Eroi duri durisenza far nulla....
Taci. E dopo ciò, buona notte a vossignoria: dite la vostra,che ho detta la mia.
Tutti. Oh la bella Visione! oli il bel trionfo degno delCampidoglio !
Taci. E in questa forma Canta il gran Lerolalo , e parche dorma.
Tutti. Canta il gran Laloleroooo } e par che dormaaaa !
Taci. Tregua alla musica , e concludiamo seriamente ilnostro discorso.
Pas. Se non è più luogo alla musica, mi ritiro. Servitorumilissimo di lor signori.
Taci. Or ditemi su la vostra fede: dove s’è mai intesocomponimento più arido d’invenzione, più vóto d’affetti,più povero di giudizio? E se manca la prima delle poetichequalità, l’invenzione; se manca quell’aura, quell’ispirazione,quel foco che rende la lingua de’ poeti lingua de’ numi :se tutto cammina con piò di ghiaccio, nè trovi favilla cheti riscaldi; se in somma acer spiritus ac vis Nec verbis } uccrebus inest: che diventa la poesia ? Lo dica Orazio : ni sicjuod pe.de certo Differt sermoni } scrino mcrus , mera prosa;e chi lega in rime la prosa, mero verseggiatore. Quoticrat clemonstrandum.
Mat. Mi si allarga il cuore al vederci usciti di tantanoja sofferta per un’inezia. Ma per cavare pur dall’ineziebuon frutto , e rendere istruttiva la critica , odi pensieroche mi cade nella fantasia. Si contrapponga al Trionfodella Clemenza, visione del signor Anelli , il Trionfo della