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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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DIALOGHI

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Pietà } visione di Alfonso Varano dei Duchi di Camerinoper la morte di Anna Enrichetta di Borbone figlia diLuigi XV . L’una scoprirà i difetti 0 le bellezze dell’altra;il pubblico (se la daremo alle stampe) conoscerà se tropposevera o troppo mite sia stata la nostra censura ; e gliamatori di questo sublime genere di poesia, tutto fondatosulla passione e sulla maraviglia, impareranno di che estroè d’uopo esser caldi, e di che arte e di che senno fornitia ben riuscirvi.

Tad. Mi garba il tuo divisamente.

Mag. A me pure mirabilmente.

Mat. Il pongo dunque ad effetto, e in poche parole. Ilpoeta Ferrarese sull’ albeggiar del mattino trovasi tuttosolo del re de’fiumi alla populea sponda. Simile ad Eze-chiello sulle rive del Chobar, vede alzarsi sulle cime del-l’Appennino un gruppo di nuvole aggirate da un turbinee solcate di lampi. All’incresparsi retrogrado delle onde,al fiero lume che improvvisamente si spande sull’argine, aivortici della polvere che il costringe a difendersi con ambemani le ciglia, s’accorge che il turbine s’avvicina. Confusofra le ire del vento , della tempesta, dei fulmini, ei nonsa se cadesse spento ne’sensi, o se lo spirito di Dio l’in-vestisse , o se il turbine lo rapisse.

So che su ’n erto colle esser mi parveSì certo speltator di quel ch’io vidi,

Che fora colpa il dubitar di larve.

Erano alberghi di silenzio fidi

Del colle i poggi, ove nè armento raraOrma imprimea, nè augel formava i nidi :

Lo vestia terra ingrata e d’erbe avara,

E l’adombravan le ramose pianteDel sacro incenso e della mirra amara.

Muta era 1’ aria; ma in quei sassi infranteTratto tratto s’udian d’un pianger fiocoNote, come di suon da lungi errante.

Lume tranquillo ivi splendea, ma poco:

E pur un non so che d’interna paceMi rendea dolce, ancor che triste, il loco.