DIALOGHI
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Mentre in profondo meditar sen giaceL’alma gl’ignoti obbietti: E perchè vaiPensando a quel che tua ragion ti tace ?
Gridò una voce: e d’improvvisi raiUn angelico volto il mio coperse,
Tal che attonito caddi, e l’adorai.
Sorgi, ripiglia il Celeste, sorgi*, e serba le adorazioni aquel Dio che per tua salute sofferse di nascere da unamortale fanciulla. Io non sono che un umile servo del suosuperno volere: son l’Angelo difensor delle Gallie inviatodal cielo ad illuminarti.
Tu sei giunto per mirabile via al colle sacro, alla divinaPietà ^ sacra è l’aria che respiri, sacro il terreno chepremi: e ben tei dicono i soavi pianti che ascolti, e questebalze nude di fiori, e sparse solo di piante stillanti le odo-rate gomme della mirra e dell’ incenso. Ma perchè tucomprenda quanto sien belli i trionfi della Pietà, vieni}c in grembo alla divina Misericordia vedrai volare unoSpirito, che già fu delizia, ed ora è pianto d’un Re pos-sente , e de’ Franchi. E qui brevemente toccate le virtùd’Enrichetta, apre le ali, solleva seco il poeta} ed eccolisu la cima.
La cima è una vaga pianura tutta dipinta d’ erbe e difiori, e ingombrata da innumerabili turbe devote, su lecui fronti scintilla un segno di croce. Nel centro delleturbe alto si erge il sacro tronco, sii cui fu vinto Dall’ e-terna pietà l’eterno sdegno. Accanto a quello una nube chestendesi fino al cielo intersecata da iridi e da baleni, rac-chiude fra spessi vortici la terribile virtù di Dio . Intornoalla nube son gli Angeli della Pace, che con alterni cantirammentano le opere della Pietà.
Questi dicea: L’empio Manasse afflittoFu ne’ceppi Caldei, dove egli giacquePel giusto a J falli suoi fine prescritto :
E pur, gran Dio , tanto il suo duol ti piacque,
Che il regno a racquistar tu lo serbasti ;
E mostrò i ceppi, e sospirando tacque.