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Racconto storico-filosofico del Vesuvio e particolarmente di quanto è occorso in quest' ultima eruzione principiata il dì 25 ottobre 1751 e cessata il dì 25 febbraio 1752 al luogo detto l' Atrio del Cavallo ... / Giuseppe Maria Mecatti
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Sa già ognuno essere tutti questi Paesi a cagione degli zolfi,de sali, de bitumi, e de nitri, di cui è pregna la terra, statisempre soggetti a continue Accensioni. Quindi è, che molte ac-que scaturiscono , che meno o più calde sono, e le quali perestere giudicate medicinali sono da periti di quest arte a moltimali applicate, non senza ricavarne utile, e giovamento. Anzi-ché la fertilità deCampi, la salubrità delle acque, e la potenzadell erbe, e de minerali, a questi nascosi fuochi viene princi-palmente attribuita. In fatti, siccome queterreni, che dal fuoconon fono troppo riscaldati, producono pochi frutti, e questi insi-pidi , ed aspri per lo più ali umano appetito riescono ; così per locontrario quelli , i quali fono frequentemente dagli ardenti rag-gi del Sole riscaldati, di saporose erbe, e di dolci frutti ri-cuopronsi,ehe nel gustarli,il palato nostro,non ha,che di piùda desiderare . Il caldo adunque è il padre fecondo di tuttociò, che peli umana vita è destinato. La maturità de pomi, ladolcezza, e il vario sapore delluve ai più o meno potenti rag-gi del Sole si attribuisce. Egregiamente cantò il nostro DivinoDante, mostrando di estere non meno Poeta, che Filosofo :

Vedi il calor del sol , che fi fa vino ,

Giunto ali umor , che dalla vite cola .

Essendo adunque tutti questi paesi di materia combustibiliripieni, e stando questi fuochi dentro della terra racchiusi ; neces-saria cosa era, che si ritrovassero qualche apertura, per d ondela ristretta loro forza sventar potestèro. Questo è forse avvenu-to nelle crepature', che fanno nel terreno i terremoti. Tutti imigliori Filosofi son di parere, che i terremoti provengano dal-le particelle ignee,che stanno sottoterra rinchiuse. Una scintil-la di fuoco,che si accenda ; vogliono,che sia capace a produrreun terremotò. E di fatti, se sur una traccia di polvere da schiop-po una favilla sola di fuoco vi cada, non prende in un subitofuoco tutta la traccia, e quanto più la polvere è ristretta, nonè maggiore il romore, e il fracasso, che ella fa per isprigionar-si ? Così, se mal non mi diviso, è accaduto in tutti i terremoti,che a queste nostre eruzioni hanno sempre preceduto ; se nonche,qualora il fuoco ha trovato delle aperture , donde svapora-re , la terra non si è rivolta , e subissata . Ma quando ha tro-vato chiuso ogni meato, e canale, lha orribilmente scossa, earrovesciata . In fatti questi nostri Napoletani attribuiscono 3un buon augurio, quando vedono, che ia Montagna fa continue,

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