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Racconto storico-filosofico del Vesuvio e particolarmente di quanto è occorso in quest' ultima eruzione principiata il dì 25 ottobre 1751 e cessata il dì 25 febbraio 1752 al luogo detto l' Atrio del Cavallo ... / Giuseppe Maria Mecatti
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NARRAZIONE ISTORICA

Di quel che è occorso al Vesuvio nella secondaEmione di que' anno 1759. seguìta allafine del Mese di Mar%o .

S E le Accensioni del Vesuvio fossero nudrite, ed alimentatedalle acque piovane, le quali penetrate nelle viscere dellaterra, ed unitesi , ed impastatesi colle materie ignite fa-cessero crescere, e durare per lungo tempo il fuoco ; noi sa-remmo stati in quest anno sicuri dai pericoli , e danni , chesogliono cagionare 1 Eruzioni del Vesuvio ; perché in tuttosanno passato non è piovuto quasi mai; ed abbiamo avuto unInverno così secco,ed asciutto, che anche punto di neve ècaduta,nè sulla cima,né alle radici del Monte : sicché,se nonostante questa gran siccità, le accensioni sono state più grandi,e I' Eruzioni più strepitose e frequenti ; bisognerà confessare,che oramai è quasi evidenza , che sono più tosto le acque delmare quelle, che danno pascolo alle immense fiamme,e agglo-meramenti di nero fumo, ed eruttazioni di cenere, di saffi, edi Lave , che uscir si vedono così spesso dalie aperte bocchedella minacciosa Montagna;e che poco 0 nulla contribuisconoa Ue medesime Tacque piovane. In fatti essendosi esteriormentePiù tosto riposato , che spento il fuoco ; perché interiormentesi andava sempre più dilatando, e si accendeva per ogni dove:dopo daver dato qualche segnale dAccensione, perché in qua-ranta giorni , che la sommità del Monte non ardeva più, siiranno viste tre o quattro sere ardenti fiamme elevarsi in aria:*ha fine non potendo il fuoco star più ristretto, e imprigiona-*°> la notte del 28. e la mattina del 29. di Marzo in-î^minciò prima a muggire, e poi reiteratamente a scuotersi tuttafi Montagna , facendo comprendere ad ognuno le sue vicine, ed i suoi prossimi sdegni , e minacce . Ali* avvicinarsi^ella se ra di detto giorno 29. crebbero i muggiti, e i rimbom-c L >e gli scuotimenti della terra erano continui ; talché pareva,t sle « strappassero le viscere di tutto il Monte. A mezza not-c ?) e sulT entrare del Venerdì 30. Marzo si udì tal romore,116 si credette, che il Vesuvio fosse caduto a basso. E in fatti

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