( CXLVIII )
seguentemente dentro la Montagna ali’ istesso Mare non lungospazio di terreno distante.
Sgorgando F acqua, e dilatandosi sopra quelF immensità difuoco non solo è forza , che la cenere , ma î’ isteila acqua , eTi stesso fuoco venga a straboccare pel gran contrasto, che è coli’acqua , e il fuoco , e perché non hanno qui luogo le materieinfiammate da contenersi , essendo loro diventata angusta tuttala Montagna per la sopravvenuta delle acque : e perciò primale ceneri , poscia le acque medesime unite , ed impastate colleceneri, e divenute bollenti ,■ e finalmente le materie stesse uni-tesi, e conglutinatesi colle acque, e per una tale unione,e con-glutinazione aumentate, occupando maggior luogo, necessariacosa è,che di dove trovano 1’apertura tentino suscita,o se neproccurino una nuova . E di qui è , che allora confondendosiacqua , e fuoco , e combattendo furiosamente infra di loro perla gran contrarietà, che passa fra questi due elementi, si sentononella Montagna tanti mugiti, pe’quali non solo la medesima, maè in tremore anche tutta la terra ; allora è, che nella pianura sisente un continuo gorgoglio, e bollimento, e che le cime de’Montîlì movano , tracollino , e cadano in rovina ; e che l’aria, e laterra precipitino, e si disciolgano. Bene,ed a mio proposito de-scrisse una tal confusione Sfilino (a) dopo d’aver descritto la qua-lità di questa Montagna . Quum igitur Vesevus hujusmodi sdìbaec in eo quotannis ( cioè quando si sono unite insieme moltealtre materie , e che si sono accese , e che a queste ne soprav-vengono in un tratto delle nuove ) sere fieri solente quae quwstillis temporibus praeter morem evenerint ; magnaque effe vi-deantur Hs, qui e a semper inspiciune , tamen licet omnia fimu*cum ceteris , quae tum quoque evenerunt , comparentur, partì#habeantur neceffe e fi . Etenim eo tempore magnus numerus ho-minum inusitata magnitudine , quales gigantes finguntur in eo*dem monte , regioneque finitima , ac proximis civitatibus intet*dici , nottuque vagavi , versavi que in aere visus est . Poftconsequuta est maxima, ficcitas , ac repente ita graves terreitus fatti , ut & omnis ea planities fervida effet , & culmifi#montiam Jubfiderent . Ad baec sonitus subterranei tarnquam îfnitrua , & super terram mugitibus fimiles , exfiiterunt . V&*mare fimul fremere, omne coelum rejenare , ingenfque , & ^
peti-
(a) Lib, 6. tpijì. 106.