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nuli. Così la raccontano tutti quelli Autori (a) , che di que lì'eruzione hanno parlato.Il diro. Dicembre l'anno MDCXXXI.in giorno di Mercoledì si udirono nella caverna della montagnamoltissimi rimbombi, e fracassi, come se si rotolassero pel pen-dio del Vesuvio di grandissimi sassi, e di grossi macigni. Questostrepito dentro al ventre del medesimo continuò fino al dì 15.movendosi, e gorgogliando, e mescolandosi fra di loro tutte quelleaccese racchiuse materie . Ma la notte tra il quindici , e sediciincominciarono a sentirsi varie scosse di terremoti, i quali cre-scevano a misura, che si avvicinava il giorno. Sul far del dì si vi-dero peli’ aria varj fuochi, come sarebbe di lampi, e di fulmini,che tutti uscivano dalla cima della montagna ; ed erano così densi,e frequenti i globi di fumo , che detta cima tramandava , chepareva esser il Cielo pieno di montagne di color tetro , e cali-ginoso. Era allora il Vesuvio fino alla vetta tutto pomposo, e. verdeggiante, e pieno di deliziose abitazioni. Coloro i qualistavano più prossimi, attoniti per una novità così repentina, espaventevole furono i primi a fuggirsene, lasciando in abbandonoNtto il loro avere , e tutte le loro abitazioni , non pensandoa d altro , che a salvare la propria vita , e quella dei loro vec-chi , e bambini. Di mano in mano erano seguitati da coloro, iMali alle salde del Vesuvio tenevano il loro domicilio, giovan-do ai timidi la propria timidità, perché a coloro, che si ristet-ter °, e vollero esser coraggiosi nocque troppo il proprio corag-e costò loro la propria vita.
^ Era allora Arcivescovo di Napoli FEminentissimo Cardinalscompagni . Se ne stava egli allora alla Torre del Greco aPender aria . Subitochè vedde questo precipizio , se ne venne*J r mare, quasiché volando, a Napoli. Quivi giunto fece aprire1 ,* e le Chele, e fece esporre in eslè il Santissimo Sacramento^ Altare . Diede facultà a tutti i Confessori di assolvere dai. Fece fare fervorose prediche, dalle quali compunti glisen!] ln i ’ imploravano misericordia, e domandavano penitenza, ef-cat'* st no a | cun i, i quali pubblicamente confessavano iloro pec-tif»,!? e * si ua ^ con urli e immensi gridi chiedevano da Dìo ilpei «on 0 de’medesimi.
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Ca! r ,^» rna t!?‘ n0 Giuliani: Ma crino : D. Àngiolo Periosti: D. Michel Angiolo Mafiuon *Ucf 0 . 0 * Francesco Ceraso : FraP Angiolo de Eugenii da Perugia : Francesco Ber -
3 € tanti altra , che per brevità fi tralasciano ♦