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Racconto storico-filosofico del Vesuvio e particolarmente di quanto è occorso in quest' ultima eruzione principiata il dì 25 ottobre 1751 e cessata il dì 25 febbraio 1752 al luogo detto l' Atrio del Cavallo ... / Giuseppe Maria Mecatti
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( ceni )

sul far del giorno 17. erasi alzata la cenere in Napoli circa unmezzo palmo ; quantunque in altri luoghi fosse come ammon-tata .

In questo medesimo giorno il Signor Conte di Monte-ReyViceré di Napoli spedì alcuni cavalli, e fanti in Campagna af-fine dimpedire i latrocjnj ; perché avendo molti lasciato in ab-bandono i loro beni , erano facilmente esposti ali 1 arbitrio demalfattori ; e fece anche serrare tutti i Tribunali. In tutto questogiorno si videro molti lampi, e caddero molti fulmini, e saet-te , che uccisero in Campagna varj uomini, ed animali.

La mattina de 17. il suddetto Signor Viceré mandò unbando, in vigor di cui simponeva alle Meritrici di non trattarcon veruno sotto rigorosissime leggi , e similmente agli uominidi non conversare, e coabitare con esso loro. Fu fatta una pro-cessione di penitenza dai Padri Minori Conventuali con gran de-vozione ; uscendo di Chiesa molto a buon ora , e molte pecca-trici , e peccatori si convertirono. Il Cardinale Arcivescovo ce-lebrò in pubblico, e diede la Comunione a tutta la sua famiglia,e raccomandò loro lanima come se tutti in quel giorno doves-sero morire. Diradandosi a mezzo giorno le ceneri, la buca deimonte parve molto pisi larga, e parve la montagna sbassata piùd'un miglio . Uscivano dalla medesima grosse fiumare di liquide,fi bituminose ceneri mescolate con copiose infuocate acque , equeste cadendo come torrenti impetuosi per la falda del monteImpiantavano, e bruciavano tutti gli alberi, e seminati,che in-contravano, atterrando ville, e casini,ed ogni sorta dedificio,e ammazzando parecchi uomini , e molti volatili , e animaliterrestri. Questi torrenti adunque dinfuocate ceneri, ed acquescorrendo inverso il mare, bruciarono, e spiantarono quasi daifondamenti Resina , Portici, e Pietrabianca. Un altro torrentemorse inverso la Torre del Greco e questa pure dalle fiamme,e dal fuoco di queste cocenti liquide ceneri, restò arsa, e distrut-sicché non si vide altro in essa in quel giorno, che un con-tinuo fuoco, e che cadaveri abbruciati, ed arrostiti ; ed infranti, elc hiaccati dentro ai rovinati edifici . Anche sul lido si scorsero«tolti pesci morti, perché le liquefatte ceneri erano piovute sul«tb-re, e avevano pure sboccato nel medesimo gli infiammati for-anti . Le vie erano di cenere ricoperte, e i tetti delle case quasiSjafi dal loro peso sprofondavano. Coloro, che da Resina nonAgirono rimasero estinti a riserva di 150. persone, che si era-

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