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Racconto storico-filosofico del Vesuvio e particolarmente di quanto è occorso in quest' ultima eruzione principiata il dì 25 ottobre 1751 e cessata il dì 25 febbraio 1752 al luogo detto l' Atrio del Cavallo ... / Giuseppe Maria Mecatti
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Il 12. Questo ramo si fermò vicino alla casa di Floria-siccome si fermò quella Lava, che correva a invadere ilmagazzino del Gradini ; e il gran torrente , che scorreva pelFosso inverso il mare , restò immobile avanti la testa del murodi Pietro dAlessandro Napoletano : sicché tutto il fuoco corre-va oggi pel territorio del Sacerdote D. Luca Aurilia , portandosia occupare i territori di Tre Case , scendendo altro torrente dallabocca del Vesuvio, che non si sapeva dove volesse andare a ca-dere . Fu osservata una cosa nuova in questo corso , ed è, chedalla stessa Lava usciva tal vento, che fpigneva in aria le stessepietre, e spiantava le ginestre , e gli alberi salvatici , di sorte-chè erano necessitati gli spettatori a gettarsi colla faccia perterra, e si udivano nel corso della Lava degli scoppi molto for-ti ; e fu osservato ancora., che alcune pietre tonde scoppiavano,come se fossero tante palle di bombe.

Il iz. Si sentirono molte botte, e molti scuotimenti diterra, e fece il Vesuvio in questo le ultime sue pruove; per-ché menò fuori tanta Lava , che sembrava un fiume reale difuoco. Sgorgò questo dalla cima, e si divise in quattro torrenti,che venivano tutti a cadere in sulla parte meridionale inversola Torre, avendo in tutt' e quattro una latitudine di un miglio.Furono rovinati i territori detti le Scoppe , i territori di San-* angiolo , i territori d Alessandro , del Bastonato , la maggiorParte de'territori della Pagliarella fermandosi vicino alla stradareale, e se camminava ancora un'ora, arrivava al mare. Fu os-servato , che nel Rivo grande non solo esalavano fumi, ma uncilindro ben lungo, che poi nella cima si dilatava in pino, ap-punto come suol vedersi sulla vetta del Vesuvio , quando suolfluire qualche esalazione.

. Furono fatte molte processioni di penitenza per tutti queUoghi ; e que di Tre Case pericolarono più d'ogni altro, e fo-gno in procinto di partirsene tutti , e di abbandonare il lor

. La Domenica 14. Si vide di nuovo ardere il Vesuvio , eInalzarsi il pino , e vomitare globi di cenere : sicché 1 Arcive-c °vo di Napoli fece fare una devota processione , e il monteq Urò a bruciare sino al 18.

Que di Tre Case , e della Torre del Greco sentirono gra-J fimo danno . Si vuole , che ardessero mille dugento moggia ?e la somma di dugento quarantamila scudi.

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