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tuoni, i lampi,! terremoti, edifuochi, che durarono fino al dìseguente , e poi tutto si estinse , restando al Monte il fumigareal suo solito.
Prima dell’Eruzione dell’anno MDCCXXIIL mancaronole acque ai pozzi , e si ritirarono dal Lido le acque del mare .A dì 29. di Marzo tremò la Terra , e il dì 22. d’Aprile Rac-cese al solito il Monte, bruciando da due bocche , e gettandoambedue fuoco, una bianco, e l’altro nero. Così vicendevolmen-te eruttò il Vesuvio fino al dì 25. Giugno . Il dì 2 6. si accesel’altra bocca Settentrionale, e si versò il liquefatto infiamma-to fasto dalla siesta parte di Tramontana*, sicché pareva voles-se calare inverso la Costiera del Salvatore. Ma poi nella stes-sa cima della Montagna si rivolse in sulla banda Australe, al-largandosi a riempiere quel gran vacuo sotto la collina d’ Ot-ta) ano ; facendo intanto la voragine tremendissime botte. Alleore 13. di detto giorno si accesero anche le altre due bocche,menando il fuoco , e la liquida accesa massa tanto in aria ,che nel ricader poi, che facevano a basso le pietre nell’urtarsiinsieme , davano un fragore , ed immenso rimbombo . Duròquesto fenomeno quattr’ ore continue con spavento universale ,ma particolarmente di coloro , che erano più prossimi al peri-colo . Cessato il vomito, incominciarono a bollire , e concuocersinel ventre della montagna le pietre , e a fare strepitosi scop"pi, continuando sempre la bocca di tramontana a mandare unfumo assai bianco. In questo scoppiare delle pietre piovve allariviera di Santangelo qualche sbruffo di cenere mescolata conacqua di tale mordacità, che bruciò le sfondi delle viti, e leuve , che ancora erano agresto : A ore 19. il Vesuvio si ri-messe ad eruttare la medesima materia per due ore, scorrendofuoco pel Vallone d’ Ottajano . Le pietre in questo mentrenon cessavano di battersi insieme, e di scoppiare . La sera estsendosi riacceso il fuoco di nuovo , ed essendo durata per uj*ora , e mezzo questa accensione , pose tanta paura a quei &Bosco , e delle due Toni , che molti a Napoli se ne scaps a 'rono. La notte tre volte ritornò ad accendersi il fuoco : etanto rimase tutta lastricata di pietre infuocate la montagli >la quale metteva nel mirarla da lontano tale,e tanto spav^ 11 'to, che non è possibile a ridirlo,conciossiacosaché ella seM^va una Montagna tutta fuoco.
Il dì 29. tornò a ore io. il vomito di fuoco collo strepiti
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