( CCXLVII )
Questo torrente, che sembrava fermato inverso le ore 9. deldi 27. ripigliò il suo corso per la parte di mezzo, e andò ar-dere alcune vigne,formando in una parte,come un piccolo La-go* Tutta la principal corrente intanto seguì dritta il suo cor-e danneggiati alcuni territori , e diroccate alcune case diCampagna sboccò alia Torre del Greco in sulla parte Orienta-le , e occupato un ponte, che unisce la strada maestra , taglia-ta da un vallone, dopo d'esservi trattenuto per mezz’ ora dai latidel ponte, e da un muro del giardino de’ Frati Carmelitani, sigettò, e attraversò la pubblica strada, e scorse per 6 j. passi nel-la- medesima dalla parte Orientale , e penetrò nella Chiesa delpurgatorio, dove dalla vampa del fumo arderono tutte le sacretupellettili. Si stese poi dall’ altra parte della via per 75. palmi,e d entrò per la porta di fianco dentro alla stessa Chiesa del Car-dine , ma con poca traccia, e con poco cammino . Il restan-te poi seguitò a correre per la vallata inverso il mare,ed inal-andosi la Lava da ogni parte ne entrò qualche pìccola porzion-£ella per le finestre, e per le porte della Sagrestia , e nel Re-fettorio de’ Frati. Tutte, e due le braccia , che attraversavanok via maestra avevano di fronte zz. palmi, e fecero questo de-viamento in sei ore, cioè dalle 12. alle 18. del dì 21. Un’altrotatuo si stese in alcuni terreni coltivati, e dopo averne distruttìottona parte si fermò: talché il medesimo dì 21. erano fermatiÎJttti, tuorichè il più lungo, che giunse poco lontano dal mare,quale si fermò anch’ eslò il medesimo giorno quattr’ ore dopo"Egli altri, cioè Martedì giorno 21. a 22. ore.
In tutto questo tempo la cima ha cacciato fiamme, pietre,j cenere, ed ha continuato tre giorni dopo del correre della^va, cioè fino al dì 23. Maggio. Il dì 24. gettò de’fulmini,e scemò il fuoco ; ma non però il fumo , e la cenere . Il dìil fuoco era quali niente, e il dì 29. era cessato affatto af-1 così nel restante del mese di Maggio sino a’ 6 . di Giugnop/Uiuo solo durò ad esalare, ma veementissimamente. Il dì 6 ,j iqgno cadde della pioggia, e allora la Montagna fece un esa-zione di fumo bianchissimo, e fitto, e puzzolente, sicché pa-Z'ì 1 ’ che l’aria fosse piena di zolfo, e questo fumo guastò tut-? E, toglie degli alberi, e i teneri frutti alla Montagna cir-cMcini : e poco dopo piovendo un’altra volta fece la Montagnaa u° v ° humo, d’odore pestìfero, che non fi può paragonare ad
r ° puzzo, e non solo offendeva il naso , ed il fiato; ma face-va