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sopra la di lei superficie piana : e che siasi poi ingrandito appo-co appoco con una specie di vegetazione, o di nutrimento som-ministrato dal!’ eruttazione continua delle materie quindi scatu-rite per lo spazio non interrotto di tanti secoli.
Mezzo miglio più giù dalla cima suddetta,e propriamenteverso il fine di detto capo, o sia campana nel sito chiamatol 5 Atrio del Cavallo squarcio® questa volta ancora il dirupatofianco, e ne usci la Lava , di cui ora vi ragiono. La mia cu-riosità mi spinse a voler esaminare l’apertura, donde era scaturi-ta, e per condarmici mi convenne soffrire qualche stento, ag-grappandomi al meglio, che potevo sopra gli erti, e mal sicurisalsi, formati dalla medesima Lava. Vi giunsi, e la trovai ser-rata da qualche ora prima, ma fumante tuttavia, e caldissima.Misurai lo squarcio, e sapertura,e ritrovai quello di palmi 107.di diametro, e questa di 24. Sessanta passi andanti più abbassoverso la parte sinistra veddi un’altra bocca più piccola chiusa, puressa fumante,e calda come la prima. La corrente, eh’era usci-ta da ambedue univasi in un solo Canale. La materia, che lericopriva era di color plumbaceo, molto varia di figura, e diPeso. In alcune parti si stendeva a guisa di pavimento pianodensi, ma scabroso, e bucheratoin altre s’increspava a guisadelle onde : in altre vedevasi attortigliata, come fodero gomene,e corde abbruciate di Nave : ed in altre compariva come tron-chi di alberi, e bastoni incarboniti . Là rimarcavan!! spruzzi di*°lfo,e di nitro misto ad alcune macchie rubiconde,come il Ci-mbro: quà l’Allume, il Talco, e laMarchesita lucente nel saf-fo • Una porzione era pesante al pari del ferro, ed un’altra spu-mosa, e più leggiera, come la scoria di quel metallo, frami-sshiata con polvere di pomici, e con bitume. Con tali strava-ganti, ed informi abbozzi sembrava, che avesse voluto scherza-te la Natura, la di cui bizzarria spiccava singolarmente in al-cune pietre di colore d’acciajo scuro , schiacciate , e pirami-dali elevate in alto tre, o quattro palmi, spugnose, e leggie-tstsirne di peso, piccate tutte di scheggio di talco, e di lucen-d uniche rassomiglian ti a quelle de’ metalli . Era contorniataestrema loro crosta acuminata da una corona di acutissimeE* formate a guisa di spine, lunghe tre, quattro, e cinquegì- 1C1 » quali più, quali meno,e così assottigliate, che si ugua-t>rp aV ^ n ° a * ^ ^ seta, e questo fu un argomento per com-? endere la fissilità di que’ sali viscosi , de’ quali erano com-