( CCCLXXXIII )
Lava tutta vedevasi sussistente nella sua primitiva figura, e laprodigiosa quantità di materia, che continuò a scaturire per isusseguenti quattro mesi, incominciando dal primo giorno diNovembre, in cui s’impietrì la sua testa, fino a’ 25. di Feb-braio, in cui cessò il suo corso, come già riferii,altro non fe-ce se non che ingrossarla in un fianco, o inalzarla in un altro?prolungarne quel ramo, o riunirne queir altro alla vasta moledel proprio corpo.
Questa è la Relazione sincera della Lava occorsa , qualeavrà dato motivo a chi di ricercare , e a chi di scrivere ; equeste sono le vere circostanze della medesima osservate da meocularmente con quel!' accuratezza, che non sarà stata certa-mente praticata da tutti, perché pochi avranno voluto soffrireil disagio del cammino fino alla cima del Vesuvio, e nellaprofondità del suo Cratere , e nemmeno quello di passeggiaresopra le pietre fumanti, e calde delle varie bocche, e del dor-so della Lava stessa, siccome io feci,affinchè non mi sfuggissedall'occhio verun oggetto di curiosità, e d’investigazione. VoiPotrete divertirvi con questa Narrazione formandovi sopra le vo-stre contemplazioni, e diducendone quelle conseguenze, e quel-le presunzioni, che vi saranno suggerite dal vostro perspicaceIngegno per istabilire quella sentenza, che vi sarà più a gradodell' origine, e della combinazione di un incendio che vieneconcepito entro le cupe viscere della Terra, e non se ne sa ilprincipio, o il modo : che a similitudine delle serpi rode il se-no materno,e lo squarcia per uscire impetuoso alla luce , quasi-ché aborrisse le orrende concavità , ove nasce imprigionato : cheUnisce insieme tante materie parte antipatiche, parte eteroge-nee, senza distruggerne i’essenza: che produce tanti così varj,e così portentosi effetti, senza manifestarne la causa intrinseca,ed efficiente de’ medesimi : che trasmuta il dorso suo in un ma-cigno, su cui può francamente passeggiare ognuno,senza rischiodi profondarsi-nel tempo stesso, in cui mantiene la sua midollaliquida, e bollente, quale scorrendo entro i canali del suo com-posto medesimo incendia, éd atterra tutto ciò, che gli si parafi •• nnmmino che fa : che tiene la virtù di rendere
ufioili i lassi, ed altri pisi solidi corpi, ed ha quella di coa-gulare le fiamme, e d’impietrire il fuoco . In quanto a mevh u- ei - di meritarmi giustamente la taccia di prosontuoso, seweisi ingolfarmi in una questione cotanto oscura, ed incerta,
e se