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Racconto storico-filosofico del Vesuvio e particolarmente di quanto è occorso in quest' ultima eruzione principiata il dì 25 ottobre 1751 e cessata il dì 25 febbraio 1752 al luogo detto l' Atrio del Cavallo ... / Giuseppe Maria Mecatti
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to , o venti miglia , e quasi sotto ai Vesuvio , che vuol diravicino al pericolo maggiore , perché dal Vesuvio , che esisteoggidì 5 e che vediamo presentemente, veniva lEruzione a tempodiTito delle Lave ; seppure il Novellista non volesse fare ancheun altro Vesuvio a Miseno, e Io volesse situare sopra a quellasua nuova Resina;come dovrebbe essere in questo suo sistema,perché Plinio dice :namVilla easubjacebat . Imperciocché in que-sto caso gli doveva più tosto trasportare inverso Gaeta, e più lon-tano dal Vesuvio , da cui veniva tutto questo fracasso . Oltredi che mai nessun Autore Napoletano ha parlato di questa Re-sina , o Rettina sotto Miseno : mai a nessuno di questi Abita-tori gli è saltato in capo un tal fantasma : e per questo ho cre-duto superfluo di provare una cosa, che ogni bambino la vede,e che se uno la dicesse quà , sarebbe preso a fischi, ed a risa-te; in quella guisa appunto,che si farebbe ridicolo uno,il qualedicesse, che si davano anticamente due Santecroci, una dove èpresentemente , e un altra dove ora è Fiesole ; e che , dettoquesto sproposito badiale, si volesse ostinare a provare la SantaCroce esistente a Fiesole, e che ridendo tutti la sua ostinazione,e la sua inaudita maniera di pensare, volesse anche pretendere,che si provasse con dimostrazione per farlo discredere, che a Fiesolequesta Santa Croce non vi fosse mai stata. Quando gli abbaglisono così massicci, e che ognuno gli conosce ; non è necessariodi affaticarsi per far vedere , che quelli sono abbagli . Bastavapigliare la Carta in mano, e dare un occhiata alla situazionedel Vesuvio , e del Miseno , e allora non solo il Novellista ;uomo per altro chiarissimo , e dottissimo ; ma qualunque sem-plice Ragazzino vedeva,che uno de sopraccitati Autori Oltra-montani , quando ha detto Retina erat proxima Miseno avevasbagliato solennemente , e che doveva dire Retina erat proxi-ma Vesevo: e che gli altri due senza esaminar altro, lhannocopiato dal primo: nel qual errore non doveva egli incappare,perché egli è Italiano , e sta vicino a questi luoghi, i quali anchein Firenze da infinite persone sono stati visti, e perciò infinitePersone gli potevano dare demedesimi esatta relazione. Ma iovedo, che quanto più gli uomini son dotti , tanto più amanoQ! contraddire ; molto più se non dalla verità si muovano ,aalla gara, e dalia contenzione; e se credano di perderci di n-

P^zione, f e prendendo una volta qualche equivoco, siano poi

obbligati a ritrattarsi. Ci sono ancora molti, che si spaiano a