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Anche le siam me, e ! gettiti de’sassi erano minori; solamentele caligini, e il fumo, e i vapori erano più fìtti,e più densi,e più continui . Poteva forse ciò addivenire dalle pietre dellarovina della Montagnuola , cadute sopra del fuoco , le qualilo tenevano compresso, e soffogato. La sera de' io. con gran-dissimo stupore si videro le Lave affatto spente , e solamenteda due buche rimaste nella Montagna in linea retta,una dal-la parte dell' Atrio della Vetraria , e da cui era uscita nellepallate sere la Lava,e l’altra diritto dalla parte dell’Atrio delCavallo, esalavano piccole vampe di fuoco , che erano ancheinterrotte , e non fiammeggiavano continuamente . Il dì ir.si erano anche affatto spente, e quasiché non vi fosse stata sulMonte variazione veruna, neppure vi si scorgeva alcun segnodì vapore acceso , o di fumo . Solamente il comignolo dellaMontagna era più alto, e si era ripieno il solco,o sia vacuo,che prima spaccava il Monte dalla volta di San Salvadore,come se fosse una melagrana : avendolo ripieno le Lave, e ma-terie fastose scorse le passate sere sopra quelle fessure, ed aven-do aguzzato il comignolo del Vesuvio il gettito de’ continui,? copiosissimi sassi , che in quelle medesime sere li lanciavanoin aria vomitati da queir aperta Voragine. Stette così quieto,e tranquillo il Vesuvio ne’giorni 12. e iz., ma il dì 14. in-cominciarono ad esalare nuovi vapori dall’ altra nuova bucafattasi dalla parte dell’Atrio del Cavallo, e la sera del dì me-desimo si affacciava agli orli di questa nuova buca anche ilfuoco; ma interrottamente, e appena venuto spariva immediata-mente come un lampo, dando segno, che quivi si faceva forsefalche nuova accensione. Questa però non durò che tre, o quat-te sere ; perché dopo il dì 16. terminarono affatto, e 1’ esa-zioni del fumo, e molto più i gettiti de’sassi, e l’esaltazio-ni delle vampe,e delle fiamme; e tornò il Monte come tutteQueste altre Montagne, non solo senza dar più segnale, che nonì l fosse al presente più dentro fuoco, ma che né anche ve ne.psie st a to giammai .La sera però dei 28. si spalancò di nuovoi^Pertura nella cima della Montagna dalla parte dell’Atrio del^ av allo , e tutto il dì 29. si elevò un fitto, e caliginoso su-^ 0 , cagionato cred’ io dal terreno medesimo caduto sopra lej a mme , j e quali poi facevano sventare in aria le ceneri , ePolveri più minute , e stritolate , e per questo col fumo siCe una continua elevazione di terra bruciata sottilissima , e
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