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Sj videro tutte le altre rarità , e poi ce n’ andammo con unaComitiva di circa venticinque o ventisei persone , la maggiorparte Ufiziali , e Cavalieri a pranzo nella Villa del SignorGrojsatejta , avendo egli voluto trattare i! Signor Giovanni Hasse«etto il Sassone, celebre Maestro di Cappella di S.M. Pollacica » il quale prima di partire da Napoli aveva voluto contem-plare il Museo di Sua Maestà ; di che ne restò affatto atto-nito, e stupefatto.
Io età già determinato d' andare alla Montagna dopoPranzo col Signor Francesco Hasse figliuolo di detto SignorGiovanni Sassone . Vollero venire con noi i Signori MarchesiGiuseppe, e Giambatifìa Malespina Fratelli,il Signor Giorgio^ìajiò Candiotto,Ufiziale Albanese,il Signor Giambatifìa dalGovolo Medico Veneziano, ed il Cameriere del Signor Hajse.Si partì da Resina poco prima delle 24. andammo dalla partedel Romitorio di San Salvadore , e giungemmo al RomitorioPoco dopo le due ore di notte , e trovammo il Romito , chediede una piccola resezione. Di lì si scese nell’Atrio,ed iodestai di sale, mentre lo trovai tutto quanto era largo,e lun-go pieno di monti di Lave ; di modo che non avendolo vedutoda un anno in qua, io non riconosceva più, che quello fosse l’A-trio ; e mi pareva affai , che negli ultimi giorni della passataEruzione, e in sì pochi giorni di questa presente fosse potuta uscirdal Monte tanta materia. E certamente avranno le Lave corsoUn tratto di circa tre miglia ; si saranno allargate circa unP^zzo miglio,considerando il suo corso tutto insieme;(perchélri alcuni luoghi fi saranno stese più , e in alcuni altri meno)e si saranno alzate più di 50. palmi, considerando ^elevazionePure tutta insieme. Si durò una fatica immensa ad arrivare aiUngo del fuoco ; anzi il Signor Marchese Giuseppe Malaspi-tia , ed io non ci arrivammo ; Egli perché si era fatto malea d una gamba ; ed io perché Taveva veduta dell’altre volte,e sapeva, che non vi era nulla di nuovo. L’osservarono adun-que gii altri, e dopo riunitici tornammo indietro, radendo lebadici delle Montagne di Somma,sotto le quali appena vi eraInasto un viottolo, per cui potesse passare un uomo , e que-0 viottolo lo trovammo tre volte chiuso dalla Lava, e biso-& n o andar carponi , e passare sulla medesima , bruciandoci lee, perché una di esse era ancor fresca, e sotto non era per
tlc he spento bene il fuoco. Osservai,che non vi era più nell’
Atrio