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be ognuno di due ii suo proprio nome, essendo tanto i’uno,che 1 altro Monte considerabile, e quasi della medesima altezzainfra di loro, come si vede dalla Carte, che .-ho prodotto.
Ma di tutte queste cole io parlerò meglio nel susseguenteRagionamento , che indirizzo al Signor Abate Freron Collet-tore de’Giornali di Parigi ; avendo io, a proposito del Vesu-vio , qualche cosa da dirgli ; parendomi d’ aver trattato abba-stanza questa materia, e più diffusamente, che ogni altro Scrit-tore: perché,se io scrivesti di più,io vedo,che tornerebbero in-campo molte delie medesime cose,e si farebbe una reperitonenojosa e lunga, mentre apprestò a poco succedono nella Mon-tagna quasiché, i medesimi avvenimenti, che è superfluo poi ditornargli a raccontare più d’una volta; e se mi son dilungatodi soverchio, ed ho talora ripetuto delie cose , che forse avròdetto altre volte, l’ho fatto per farmi meglio intendere, e perripiegare con termini più significativi, che ho potuto, e sapu-to mai, una materia tanto difficile.
Prima però di finire devo soggiungere due cose . La pri-ma, che su i principj del mese d’Aprile, quasi contemporanea-mente a questa grandissima Eruzione il Mongibello ha fattograndissimi fracassi (d): E che il Vesuvio dopo stessere stato dopoquesta Eruzione spento affatto , lenza dare alcun legnale difuoco, la mattina de’13. Maggio essendosi inalzata dalla Buca»
che
(a) Mi è parato bene di accennare questa contemporanea Eruzione delMongibello, non perché io creda, che i fuochi sotterranei abb' a 'no infra di se comunicazione, come hanno tenuto molti , e P at 'ticolarmente i Teologi, e coloro , che ammettono il fuoco nel cen-tro della Terra, dove costituiscono l’Inferno, e vogliono , ch efuoco sia materiale : ma appunto per osservare, ehe si posso^f ^più accensioni in un medesimo tempo in più luoghi fra se dI ■ ^senza che una abbia che fare coll’altra . Così notai iTe rr ^ 0Lisbona , e di Spagna, e dell’America, succeduti tutti t> e . ;che io ho scritto questo Racconto Filosofico ; perché raC ,
Terremoti dal! accendersi de’ fuochi sotterranei , c h e ragionarsi»chiusi nelle vene,e canali della terra, e che vogliono ’P r ° ■ ’
viene anche questa ad essere non solo una materia, a ?l 3a ns) 1’ne alle Accensioni ; ma si vede ancora , che.quando leguivaEruzioni del Vesuvio, e il Monte si accendeva tutto, li acedelle accensioni nella terra , anche in altre parti , lenza cneavesse che fare coll’altra.