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nate a tutto il loro furore. Si oppone-vano sempre specie a specie; non di radocombattevano contro uomini, chiamatiperciò bestiarii. Ma perchè pochissimisceglievano questo pericoloso mestiere,onde appagare la sfrenata passione deiRomani per questo genere di combat-timenti venne convertito in supplizio,a cui si condannavano certi delinquenti:la legislazione romana riconosce grannumero di delitti che si punivano collaesposizione alle fiere, e miglia)a disanti Martiri perirono in questo modo.Nei giuochi solenni si variava l 5 ordinedei combattimenti e l'aspetto dell'arena.Talvolta vi si rappresentavano grossemontagne scavate da profonde caverne,dalle quali balzavano fuori le fiere.Oppure si vedeva una foresta d’alberiveri, i cui tronchi ed i rami eranodorati e ricoperti colle loro foglie; orasi aprivano vasti abissi all' improvviso,e vi compariva una spaventosa quan-tità d'animali furibondi. Navi inge-gnosamente costrutte comparivano tuttoin un tratto allo sguardo degli attonitispettatori, poi si separavano come dasè medesime per dar il passo allefiere. E tosto le numerose uscite cheguernivano il podio si aprivano adun segno stabilito, e nell arena siprecipitavano stuoli di tigri e di pan-tere.
Spesse volte gl’imperatori congiun-gevano una magnificenza incredibile coldiletto e colla varietà degli spettacoli.Plinio narra che Cesare, in una di talisolennità, fece far d' argento tutte learmature e gli attrezzi che servivano perl’arena. Nerone le fece guernire d’ambrae d'altre materie preziose.
II velario era alcuna volta di seta, in
un tempo in cui l’oro non era più pre-zioso.
In questi giuochi il numero degli ani-mali veniva spinto sino ad una indicibileprofusione. Nella prima caccia data daMarco Fulvio, nell’anno 568 di Roma ,si videro centinaja di tigri, di panteree di leoni combattere nel circo. Fuquesta anche la prima volta, in cui iRomani ebbero dei gladiatori. PompeoMagno , in occasione dell’ inaugurazionedel suo teatro, dopo aver fatto celebraretutti gli altri giuochi, riserbò i cinqueultimi giorni per le caccie. Vi si videro4io tigri, 5oo leoni, un numero in-finito d’elefanti inseguiti da Africani ,de’ lupi cervieri, dei rinoceronti venutidai confini dell'Etiopia . Si raccogliedalle lapidi d’Ancira, che 35oo belvefurono uccise nelle caccie date da Au-gusto, e nella dedicazione del Colosseo ne perirono novemila.
Gli spettatori erano riparati dalle of-fese delle fiere per mezzo d'immensereti munite di punte e con cilindri oriz-zontali trattenuti da assi, ai quali facil-mente si poteva imprimere un movi-mento di rotazione. Plinio reca che lereti erano guernite con lavori d’ambra.Calpurnio ne parla nella sua settimaegloga, e dice che ne'giuochi da esso ve-duti, le reti erano d'oro : forse soltantodorate. S'intende facilmente come quelmuro di punte lunghe ed acute, chesporgeva verso l’arena, vietasse alle belvedi slanciarsi; ma più ingegnoso era ilmetodo dei cilindri giranti e lisci ai quali lebelve non potevano attaccarsi. Questicilindri erano inoltre foderati d’avorioe fatti di legno prezioso, lisci molto,onde le unghie delle belve non trovas-sero presa.