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4 (1837) Regno Lombardo-veneto e minori stati vicini / per cura di D. B. [Davide Bertolotti]
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L'ITALIA

di Santo Spirito, San-Secondo e parec-chie altre che sorgono qua e in mezzoalle acque con chiese, giardini e case.

« Egli è dall'alto del campanile di San-Marco che dispiegasi all'occhio dellos-servatore uno spettacolo unico in Europa .E quella torre daltezza prodigiosa; e nonv ha oggetto che impedire possa allosguardo di dominare per ogni banda dallasua cima. Venezia di lassù ha apparenzadi città galleggia nte^opra zattere; e leisolette che la circondano, e formante in-torno ridenti gruppi, crederebbersi mac-chine ingegnose e appariscenti con che sifosse voluto momentaneamente abbellirequella scena. È vasto l'orizzonte che lachiude : sfumasi da una parte sul mareoltre i Murazzi e il Lido: e dallaltra sullaTerraferma, adorna da presso dinnume-revoli abitazioni che biancheggiano fra ilverde dei campi e delle colline boscate;e in cui s'alza lontanamente la maestosae candida catena dei monti friulani.

«Le gondole, unico mezzo di trasportoper le persone civili, sono oggetto dam-mirazione allo straniero. Non è cosa piùsvelta della loro figura : su trenta piedi dilungo ne hanno soli quattro di largo nelmezzo; e terminano insensibilmente alledue estremità con punte acute ed alte:sta sulla prora un ferro assai grande postodi taglio, ed avente figura di sega : permodo che col rapido avanzarsi della gon-dola par che minacci di fendere tutto ciòche al suo corso si oppone. E nel mezzodi questa una specie di capanna sostenutacon due semicerchi di ferro, ed aventedai quattro lati tendiue, vetri e gelosieche s' aprono e chiudono a piacere dichi si sta entro mollemente adagiatosu cuscini di piume. Essa è tutta dipintae addobbata a nero dentro e fuori j Sor-

prendente poi è laccorgimento con chedirigono i gondolieri quelle barchette :si schivano e passano allato gli uni deglialtri con tanta velocità da intimorire iforestieri non avvezzi a quel maneggio;entrano di volo nei canali più stretti, esanno condursi sempre in salvo da qua-lunque incontro impreveduto.

«Oltre la situazione topografica, ciòche porge a Venezia una fisonomia singo-lare si è l'indole de'suoi abitanti. Biso-gna credere che i vapori pregni di sale cheesalano continuamente dalla marina, eser-citino grande influenza sulle fibre del lorocervello. Gestiscono con vivacità ; am-mansi nel discorso ; ridono volentieri efrequentemente ; godonsi con passione lamusica ; sabbandonano con trasporto aidivertimenti, dimenticando in mezzo aquesti le loro disgrazie; mostrano, inuna parola, un brio che non si trova inaltra parte d'Italia , e a cui aggiunge gra-zia particolare il dolcissimo dialetto chedi frizzi, sali e proverbj ridonda. Tornaquesto particolarmente grato in bocca del-le donne veneziane, delle quali, più del-l'avvenenza, è certamente la cortesia or-namento principalissimo. Preferiscono nelvestire ad una elegante semplicità laccoz-zamento di diversi e vivaci colori. Il co-stume che hanno di raccogliersi nei bel-lissimi caffè della Piazza e sedersi in giro,mentre in quelli si cambia continuamentela folla dei curiosi, non può essere piùfavorevole per lo straniero onde fornirgligrato passatempo, e porlo nell'opportu-nità di formarsi aggradevoli conoscenze.

«In conseguenza del carattere che hoaccennato, i Veneziani inclinano assai avivere alla giornata; e del presente, senzamolto al passato od al futuro pensare ,principalmente occuparsi, La Repubbli-