REGNO LOMBARDO-VENETO 3 9
Ca, a intenderli, pare clic abbia cessatod’esistere da varj secoli: e se ne ricordanoappena.
«Il carnevale di Venezia non ba per-duta ancora del tutto la celebrità di cuigodeva in tempi migliori. In quella sta-gione dell’anno il carattere dei Veneziani si mostra nella sua vera luce qual ioappunto te lo descrissi. Raccolgonsi neldopo pranzo sulla riva degli Schiavoniingombra per gran parte di saltimbanchie casotti, e che presenta in que’giorniuno spettacolo animatissimo; poi si ricon-ducono in Piazza , dove le maschere affol-lansi; di là concorrono al teatro dellaFenice ad ascoltarvi l'Opera in mu-sica , e passano verso la mezzanotte inRidotto, (i) Si passeggia in quelle ampiesale per molte ore; raccolgonvisi tutti glistranieri; vi si incontrano tutti i cono-scenti; si ciarla, si balla, si fanno com-menti , si mangia : si fa, in una parola,tutto quanto più aggrada; il fiore dellasocietà v’ interviene senza maschera, sa
Lo spettacolo più interessante perVenezia tutta, scrive la dotta e gentileGiustina Renier Micliiel, ed insieme il piùmaestoso , era quello di una gran regataordinata dal governo, diretta dai più vec-chi gentiluomini della città e celebrataall’occasione che qualche ospite regaleveniva tratto dalla curiosità di vederequella città singolare ed osservarvi quelgoverno tanto allora da tutti ammirato.Queste regate erano i giuochi olimpicidella veneta repubblica.
« Le disfide delle regate erano, come
(t) Il Ridotto è un magnifico locale che siCompone di varie ed ampie sale destinate a ser-vire a’ passatempi del Pubblico veneziano. —Chiamerebbesi in Lombardia Casino.
anche oggidì il sono, in numero di tre,talvolta anche di quattro. Cominciavasidalla corsa dei battelli a un remo o a dueremi; dopo di che veniva la corsa dellegondolette a un remo e finalmente quelladelle gondolette a due remi. Avvenivaalle volte che lo spettacolo acquistassegaiezza maggiore da una singolarità tantopiù grata, quantomeno attesa. V'eranfemmine che aspiravano anch’ esse allagloria di mostrarsi valenti in sì fatto eser.cizio, Eran quasi tutte di Palestrina, paesesituato in riva al mare, ed avvezze a recarle derrate al mercato di Venezia ; il chele disponea facilmente a maneggiare ilremo con molta forza e destrezza. Rico-perte di abito villeresco assai grazioso, eornate la testa di un picciol cappello dipaglia, esse offrivano un piacevol quadro.
«Lo spazio della corsa è di quattromiglia circa venete. Il luogo delle mossesuol essere la punta orientale della città,e lo stadio è il Canal grande che in duela divide. Nell’altra estremità di questosta piantato un palo in mezzo alle acque.I rematori devono girarvi intorno e ritor-nare sulla loro strada, finché giunganoalla meta dove si distribuiscono i premj.Questi stanno d’ordinario collocati in unaspecie di largo bacino che forma il ca-nale; ed è per questo che i forestieri il-lustri e i magistrati che presiedono allospettacolo , avendo quivi il loro posto,possono godere di tutta ad un tempoquesta corsa spettacolosa.
«Una macchina di elegante costruzione,e ricca di sculture e di fregi, sta erettain questo luogo, intorno alla cui basesono affissi i premj che consistono in ban-deruole di varj colori. Ve n’hanno quat-tro per ciascuna disfida. L’una rossa, edè la più gloriosa; la seconda è azzurra ce-