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leste; verde èia terza; e la quarta è gialla,alla quale suolsi aggiungere un porchette»vivo ; esso è inoltre dipinto sulla ban-diera. L ragionevole argomento che ciòsia una specie d'emblema. Siccome il ma-iale tra’ quadrupedi è d’ordinario per lasua pinguedine il più lento alla corsa ,cosi il quarto vincitore, posto apettoallitre primi , viene a fare la comparsa diquest’animale; ma paragonato alla turbadi cjue’ che gli rimangono addietro , hail primo vanto. Quindi è, che se il sud-detto segnale ha per l'una parte un nonso che d'inglorioso, riesce per l'altra untestimonio di preminenza che non deerimaner senza lode e senza premio.
«Un’altra ricompensa, oltre la bandiera,attende i valorosi campioni. Li magistratidestinano una buona somma di danaroda esser loro distribuita secondo il variomerito di ciascuno: ma ciò non fassi, senon passato il giorno, quasi per dimo-strare non esser quello il principal gui-derdone, e per non accoppiare basse ideedi cupidigia col premio onorifico che so-stenne sì nobil tenzone.
« Una grande orchestra d'istrumentiè disposta sopra la macchina per ani-mare co’ suoni armonici i combattentiallorché passano, e per celebrare i vinci-tori allorché tutti ansanti e grondanti disudore vanno a cogliere il premio. Altreorchestre stanno a varie distanze qua elà sulle rive del canale, perchè in certaguisa rallegrino con soavi concerti i fa-ticosi sforzi che i nostri atleti sono co-stretti a fare nel percorrere la lunga car-riera.
«Un gran numero di piccioli pali-schermi somiglianti a battelli a quattroremi, chiamati Ballottine, di altri a sei re-mi, nominati Malgherotte, e di barche dji
ogni sorta percorrevano in questo giornodi gran festa tutto il canale. Tutti i corpid’arti e mestieri vi avevano la lor peotaornata e montata caratteristicamente; so-cietà particolari ne formavano centoaltre. Le famiglie più ragguardevoli frala nobiltà intervenivano nelle loro peote,dove facevano spiccare a gara il loro buongusto e la loro sontuosità, mercè tuttociò che il genio inventivo e fecondo puòprodurre di elegante e di ricco. Per nondir nulla del lusso con cui eran vestitigli otto remiganti o della varietà dei loroabbigliamenti non men ricchi che gra-ziosi e bizzarri, accenneremo in breve chequeste peote rappresentavano fatti, ostorici o mitologici, ovvero alcune nazionistraniere delle più celebri. Se ne vedeanodi quelle che alludevano ora a qualchearte, ora a qualche virtù personificata. Atal fine gli inventori mettevano in opera,insieme colla scultura, ogni maniera didrappi preziosi di seta e di velluti, sopracui risaltavano frange, fiocchi d'oro e diargento, veli, fiori, frutti, alberi,specchi,pelli straniere e piume di uccelli rari, ec.
Varj giovani patrizj concorrevano purea gara ad ornare , a somiglianza dellepeote, la lor Bissona ossia Grosso ser-pente. Sono queste certi lunghi battelli,così chiamati a cagion della lor lunghezzae dell’acuta prora, e meglio ancora a ca-gion della loro agilità nel serpeggiare datutte le parti sull’acque. Queste elegan-tissime e snelle bissone, e quelle ricche emaestose peote formavano una specie didecorazione magica natante. Avresti dettoessere il trionfo di Anfitrite .
« Ad aumentare lo splendore d’ unaregata concorreva la qualità del luogo.Immaginiamoci questo superbo canale,fiancheggiato ai due lati da una lunga fila