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4 (1837) Regno Lombardo-veneto e minori stati vicini / per cura di D. B. [Davide Bertolotti]
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REGNO LOMBARDO-VENETO

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mi pare che nessuno abbia sinora rag-giunto il far veramente grandioso ed in-spirato dell antica statuaria» A petto diquelle opere da gigante, le statue colos-sali de’ moderni mi paiono lavori dipigmei.

« In quella stessa sala si custodisconoin chiusi armadj i frammenti più pre-ziosi stati rinvenuti in quel luogo : si veg-gono cornici, pezzi di colossi equestri,frammenti di ornati, in bronzo dorato, iquali, sebbene siano stati mezzo fusi dalfuoco e corrosi dalla ruggine, pure serbanointatta la purezza ed il gusto del disegno.Pare che intorno a questo tempio vi fos-sero statue di marmo a forme colossali,giacché si trovarono frammenti di dita emembrature diverse che dovevano appar-tenere a giganteschi delubri. Un viaggia-tore francese , che avea visitato il museo ildì innanzi alla mia visita, rispose al custo-' de che gli aveva mostrato que’ colossaliframmenti : Sono sassi da far calce .Ecco come si stimano i tesori dell* anti-chità da alcuni di quei signori che al prin-cipio di questo secolo vennero a devastare» nostri musei e le nostre gallerie perarricchire le loro sale del Louvre.

« Sotto al tempio della Vittoria lian-novi de’sotterranei che presentano avanzidi antichi abitati : vi sono dei corridoi,dei gabinetti, delle sale, coi loro pavi-menti a mosaico e colle muraglie a stuccodipinto. La distribuzione di quelle came-rette è affatto simile a quella che presen-tano le case disotterrate a Pompei.

« Il museo patrio bresciano va ognigiorno arricchendosi. Tutti quelli che pos-seggono anticaglie se ne privano per ador-narne il museo : così si concorre ad illu-strare il paese, sagrificando la picciolaVanagloria <}i aver per sè soli qualche

prezioso oggetto d'antichità. Il pubblicovi è messo a parte, e lo storico e l’eru-dito possono aggiungere nuovi tesori alpatrimonio della sapienza.

« E perchè appunto questi tesori sianofatti di pubblica ragione, hanno i braviBresciani pensato a far illustrare il loromuseo dal loro celebre concittadino ildottor Labus, mediante un’opera magni-fica che quanto prima verrà data alla lucecol corredo di più tavole, per cura dellatipografia della Minerva di Padova .

« Per le spese dell’ edizione il muni-cipio di Brescia ha assegnata la cospicuasomma di dieciselte mila lire austriache.Dov’è quel municipio, non dirò in Italia ,ma in Europa , che impieghi parte delcivico denaro per illustrare coll’ operadella scienza le sue passate memorie ?Forse è 1’ unica Brescia . » (*)

Il campo santo di Brescia viene de-scritto a questa guisa da Michele Sar-torio. (**)

«Brescia, città a niuna altra d’Italia seconda per coltura e per pietà, non ri-sparmiando a spese, trionfando d’infinitiostacoli, può ora vantare un campo santoche gareggia coi più celebrati d’Europa j

Saggia che a vista de’tuo» dolci colliE di tue ville e dell’aeria rocca,

Oggi di pompa e già di guerra arnese,

E delle torri e de* lucenti colmiDe’ templi, o patria, a suscitar togliestiQuesta a* tuoi figli e de’tuoi figli ai figliPatria seconda (***)

À chi esce dalla parte di S. Giovanni

Di piramide a foggia in fronte appare

1’ edifizio

Quadro a vedersi e candido c solenne

(*) Album italiano 1835

(**) Nella Lombardia Pittorica, opera che sìvien pubblicando a quaderni.

(***) Il due novembre, meditazione di Gin-seppe NicoJii»,