che
Riverenza e timor santo nell’alma
Infonde e arcana voluttà. (*)
L’architettura è del signor Ridolfo Van-tini. Nel circuito interno s’innalzano araso muro con bell’ordine architettonicosepolcri sul fare degli antichi colombai'),1’ esterno è circondato da un bel porticochiuso di rastrelli di ferro, e le due pia-gnone colossali, e i due leoni dormientipregiati lavori del bolognese DemocritoGandolfì stanno le une in capo alla viache mette al cimitero, e gli altri all’ in-gresso del tempio d%dicato all’ArcangeloMichele . Gli intercolunni del porticoesteriore che corre lungo le quattro faccedell’edifizio si vendono alle famiglie onobili o agiate alle quali servono di se-polture" domestiche. II che ne induce adesclamare col buon Nicolini
.Anco fra I’ombre
. Regna il sangue etl il censo? --Il censo il sangue
Dalle pubbliche fossa li sequestra.
Nel rovescio interno le muraglie checingono il campo sono messe a più or-dini di monumenti e coperte d’iscrizionifunebri da cima a fondo. Il bassorilievoin marmo che si vede all’arcata di pro-prietà della famiglia Monti, è opera diGiovanni Antonio Labus , ed esprime unamadre col fig'iuoletto che stringe, pian-gendo, l’urna in cui stanno racchiuse leceneri dello sposo. Oltre alcuni luoghirichiesti dalle attuali disposizioni sanitariev’è l’emiciclo per la sepoltura dei suicidi,e degli acattolici e dei giustiziati. Sidiede principio a questo edifizio, cheonora la pietà dei Bresciani, nel 1810,come sta scritto sulla prima croce cheivi si piantò. La prima pietra fu postacon solennità da monsignor vescovo Ga-brio Maria Nava com’indica un’elegante
iscrizione del valente epigrafista propostoMorcelli. Il giorno ag dicembre del 1824venne celebrata nell’ attigua chiesetta laprima messa dallo stesso pastore. Neli 833 il municipio aveva già votalo laconsiderevol somma di novanta mila lire.Si parlò un tempo di monumenti da in-nalzarsi nel campo santo , ma non si èmai posto mano all’esecuzione, nè più sene parlò; giova sperare che la patria ca-rità de’ Bresciani non vorrà lasciare piùa lungo senza effetto un sì bel pensieroche tanto onora chi l’ha concepito. Nellanotte de’morti il campo del cimitero sivede sparso di lumi che i parenti de’ se-polti fanno ardere innanzi alle croci. Ellaè cosa notevole che questi lumi soglionoessere più numerosi nell’ultima fila chenella penultima, e così di mano in manosempre descrescendo; tanto che le primefile sono affatto al buio: il che inducead una considerazione poco favorevoleai morti, e ai vivi poco onorevole. Arici,Nicolini, l’abate Galvani hanno fattosoggetto di nobili versi questa pia fonda*zione che speriamo vedere emulata datutte le altre città-d’Italia . » —
Ricco, ampio ed elegante è il teatrodi Brescia , edificato co’ disegni del cav.Canonica. Lo straniero, entrando nel ve-stibolo, è gratamente sorpreso dal fragoredi due fontanele cui limpide ed abbon-danti acque cadono in due conche d 1marmo.
Brescia è città veramente italiana. Nul-la in essa v’ ha di straniero. I suoi cit-tadini coll’ ardita loro schiettezza, collaarmigera loro natura , rendono ancorasembianza de’ nostri generosi antenatine’ secoli de’ Comuni e dell’ eroismo.Persino le fanciulle e le matrone di Bre-scia sanno trattare disinvoltamente 1*