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Il mattino, il mezzo giorno e la sera : poemetti nuovamente illustrati con note istoriche / [Giuseppe Parini]
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XXVI

) Del ardente bevanda a qual cantoreÎMel vicin verno si darà la palma(Sopra le scene; e segli è il ver, che siedatLadusta Frine , ( i) che ben .cento folli! Milordi rimandò nudi al Tamigi/

|)o se il brillante danzator Narcisso (i )^Tornerà pure ad agghiacciatesi petti|De palpitatiti Italici mariti -

Poiché così gran pezzo àprimi.albori>Del tuo Mattin ceco scherzato sia,

/_Non senzaver licenziato prima) Lipocrita pudore, e quella schifa,

«Cui le accigliate gèlide matrone^Chiaman modestia, alfine o a lor talento ,fO da te congediti escan costoro.

/Doman fi potrà poscia,, o forse laltro/Giorno âprecetti lor porgere orecchio,

|Se meno eh'oggi a te cure dintorno1 Porranno assedio - A voi, divina schiatta,

Vie

Xf ( I ) Celebre Cortigiana tP Atene. A«r peròjW sembra che voglia alludere ad una notijjìma Can-sl\ intrice Buffa , di cui fi avvera quanto esprime^Si/ accortissimo , e leggiadriffimo Autore-) ( r ) Narciso figlio di Ceffo, e di Liriope.

ÌMorì innamorato di si medesimo essendosi vifio jfin una fontana. A»/ però gentilmente è ad-\editato un qualche saltatore amante di si me-rdefimo , e pericolose per la sua avvenenza.