I XXVIII
IL’armi apprestate. Ed ecco in un baleno
fi tuoi valerti a’cenni tuoi fìat pronti.>Già ferve il gran lavoro* Altri ti veste(La serica zimarra, ove disegno,
5 Diramasi Chinese ; altri, se il chiedeJPiù la stagione, a te le membra copref Di stese insino al pie tiepide pelli.(Questi al fianco ti adatta il bianco lino.iChe sciorinato poi cada, e difenda'I calzonetti; e quei, d’alto curvandoIII cristallino rostro, in su le mani)Ti versa acque odorate , e da le maniì In limpido bacin sotto le accoglie.
(Qual il sapon del redivivo muschio^Olezzante a l’intorno ; e qual ti porgeIl macinato di quell’arbor frutto,
/Che a Rodope fu già vaga donzella;
)E chiama in van sotto mutate spoglie| Demofoonte ancor Demosoonte ( i ) •fL’un di soavi essenze intrisa spugna(Onde tergere i denti; e l’astro appresta
Ad
) ti nelìì P temi dì Vèrgi ti o , e de! T ajfo . Di»/-/f»o, Achille è detto , per e fier figlio dì Pelea , eXideila Dea Tesi -s (i) F illide figlia di Licurgo T{e della T ra- 1Lerà, la quale non vedendo mai ritornare De -1 mofonte P impiccò per deaerazione , e fu con-' vertita in un Mandorlo •