XXIX
EAil imbianchir le guance util licore.
Assai pensarti a te medefmo ; or volgi'Le tue cure per poco ad altro obbietto/Non indegno di te. Sai che compagna,
)Con cui divider possa in lungo pelo[Di quest’inerte vita il ciel destinafAl giovane Signore. Impallidisci?
® -'No non parlo di nozze : antiquo e vieto ,
Dottor sarei le cosi folle io dessi' A ce consiglio. Di tant’altre doti M
)Tu non orni così lo spirito, e i membri, lî[[Perché in mezzo a la tua nobil carriera ^
[Sospender debbi ’1 corso, e suora uscendo [jrcDi cotesto a ragion detto Bel Mondo, S.
[in tra i severi di famiglia padri JK
^Relegato ti giaci, a un nodo avvinto W/-
[Di giorno in giorno più penoso , e fatto[stallone ignobil de la razza umana. M
D’altra parte il Marito ahi quanto spiate,
[E lo starnato move ai dilicati <£■
>Del vostr’Orbe leggiadro abitatori, U,
'Qualor de’semplicetti avoli nostri M
) Portar osa in ridicolo trionfo ^
(La rimbambita Fè, la Pudicizia,
[Severi nomi! E qual non suole a forza M
[In que’melati seni eccitar bile ^
rQuando i calcoli vili del castaido à
[Le vendemmie, i ritolti, i Pedagoghi? B 3 Di $