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?Di que’sì dolci suoi bambini altrui ,^Gongolando, ricordai e non vergognaiDi mischiar corai sole a’peregrini(Subbietti, a’nove del, dir forme, a’sciolti(Dal volgar fren concetti, onde s’avviva[Da’begli, spirti il vostro amabil. Globo?fPera dunque chi a te none consiglia>Ma non però sema compagna andrai,dche sii giovane Dama , ed altrui sposa ;
{Poiché sì vuole inviolabil rito.
(Del Bel Mondo, onde tu se’cittadino •
Tempo già fu , che il pargoletto Amore ( i )î^Dato era in guardia, al luo fratello Imene ; (i)it Poiché la madre lor temea, che il cieco (3)
■ Incauto Nume perigliando gisse'Milero e lolo per oblique vie,
E che
Ci) Non peteva certamente meglio trattasif quesP argomenta , né'pi Ut acconciamente deaeri vereft
l P use ormai fatto necessario- di Servir Dama ,jXJ quanto coll? introdurre quesP Episodio grafo- (\fiJJtmo per ogniparte , in cui fi veggono palesi u<
) cagione dei• trionfi\ d' Amore le pericolose per- (\dite del E rateilo Imeneo. * 1
( z ) Imene , 0 Imeneo , Die che presiedeva al-.j le noiXfì figlio dì Sacco, e di Venere.
(3) Amore veniva dipinto bendato , e Cieco \Iper esprìmer forfè P inconfideraietxa che inspi-ra negli Uomini. Eva figlio, di: Venere , e di?
IMarte.