LIX
tTu il ricco e il grande sopra il vulgo inaili,>Ed al concilio de gli Dei lo aggiugni*jcTal giorno ancora, o ci'ogni giorno forfè[Dee qualch'oia serbarsi al molle ferro,
/Che'il pelo a te rìgerinoglianre a pena.
[D’in su la guancia miete, e par che invidj,sCh’altri fuor che lui solo esplori o scopraÌVUnqua il tuo sedò. Arroge a questi il giorno’^sChe di lavacro universal convienti, ^.Bagnar le membra per tua propria mano,
1 j per altrui con odorose spugne
f ' J| Tla ^ C0rl ’ ent l o ' a cute. E’ ver che allora"fD’esser mortai ti sembrerà} ma inain[Tu allor la mente, e de'grand'avi tuoi>Le imprese ti rimembra, e gli ozj illustri,./Che insino a te per secoli cotanti,
) Misti scesero al chiaro altero sangue,
)£ l’ubbioso pensier vedrai fuggirsiÌLunge da te per l’aere rapito[Su Pale de la Gloria alto volanti;rEd indi a poco sorgerai qual prima: Gran Lem ideo, che a se solo somiglia -/Fama è cosi, che il di quinto le Fate) Loro salma immortal vedean coprirsi(Già d’orribiii scaglie, e in fredda serperisvolta strisciar sul suolo a se facendo
M ^De le incarnate spire impelo e forza;
Ma il primo Sol le rivedea più belle-S C 6 Fir