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hLFar beati gli amanti, e a un volger, d’occhi'wMescere a voglia lor la terra e il marc-ile Fia d’uopo ancor, che da le lunghe cuteUJT’allevj alquanto , e con pietosaTO II teso per gran tempo arco. ralleati...
TO Signore, al Ciel non è più cara colà.
YjTdì tiu salute: e troppo a noi, mortalijj?E’ il viver de’tuoi, pari, util tesoro..
■tìiTu adunque allor che placida mattinaîv Vestita riderà d’un bel sereno,,
TO Esci pedestre, e le abbattute membraTO A Paura salutar snoda-, e rinfranca °-aIDì nobil, cuojo a te la gamba calai^Purpureo stivaletto, onde il tuo piedeì&Non macchino giammai la polve e ’l limo,ÎKChe l’uom calpesta- A te s’avvolga, intornoW Leggiadra veste, che stil dorso sciolta.
TO Vada ondeggiandole tue formose bracciaAsLeghi in manica angusta a cui vermiglio.ISO cilestro velluto orni gli estremi --KOei bel color, che P Elitropio ( i.) tigne
mano
. (i) Color d'oro , che è quello dell' Entropia ,,
comunemente Girasole, disia figlia dell' Ocea-no , e di Te!ì fu da Apollo cangiata in que--fio fiore , essendosi lasciata morir dì fame pergelosa di' vedersi abbandonata per Leucotoe dai
Far beati gli amanti, e a un volger, d’occhi
'w Mescere a voglia lor la terra e il mare-
Fia d’uopo ancor, che da le lunghe cureT’allevj alquanto > e con pietosi manoIl teso per gran tempo arco. rallenti...
Signore, al Ciel non è più cara colàDi tiu salute: e troppo a noi, mortali■E’ il viver, de’tuoi, pari, util tesoro..
-Tu adunque allor che placida mattina.Vestita riderà d’un bel sereno,,
1 Esci pedestre, e le abbattute membra|A Paura salutar snoda-, e rinfranca °-[Di nobil, cuojo a te la gamba calli[Purpureo stivaletto, onde il tuo piede.Non macchino giammai la polve e ’l limo,[che l’uom calpesta- A te s’avvolga, intornoI Leggiadra veste, che stil dorso sciolta.
>Vada ondeggiandole tue formose braccia[Leghi in manica angusta a cui vermiglio,so cilestro velluto orni gli estremi ->Del bel color, che P Elitropio ( i.) tigne.
i (i) Color d r oro, che i quello dell' Elitropia ,,j comunemente Girasole, disia figlia dell' Ocea-fno , e di Tesi fu da Apollo cangiata in que--1 fio fiore , essendosi lasciata morir dì fame per'gelosa di’ vedersi abbandonata per Leucotoe dalSole da cui fu amata.. Ovid. Metani- Hygin. .