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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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disfazioni prese, di soprammani vendicati, dimpegni spuntali,e lodi del novizio, la riconciliazione, la mansuetudine furono itemi della conversazione. E taluno che per la cinquantesimavolta avrebbe raccontalo come il conte Muzio suo padre avevasaputo in quella famosa congiuntura, fare stare quel marcheseStanislao, che era quel rodomonte che ognuno sa, parlò invecedelle penitenze e della pazienza mirabile dun fra Simone,morto molti anni prima. Sciolta la brigata, il padrone, ancoratutto commosso, riandava tra se con maraviglia ciò che avevainteso, ciò chegli medesimo aveva detto; e borbottava fra identi: Diavolo di un fratei (bisogna bene che noi trascri-viamo le sue precise parole) Diavolo dun frate! se rimanevaancor li per qualche momento in ginocchio, quasi quasi gli do-mandava io scusa che egli mi abbia ammazzato il fratello. Lanostra storia nota espressamente che da quel giorno in poi eglifu un po meno rovinoso e un no più alla mano.

Il padre Cristoforo camminava con una consolazione qualenon aveva provala mai dopo quel giorno terribile, ad espiare ilquale tutta la sua vita doveva essere consacrata. Ai novizj eraimposto silenzio; ed egli serbava senza stento questa legge,tutto assorto nel pensiero delle fatiche, delle privazioni, e delleumiliazioni che avrebbe durate per iscontaré il suo fallo. Fer-mandosi, all ora della refezione, presso un benefattore, eglimangiò con una specie di voluttà del pane del perdono: ma nerisparmiò un tozzo, e lo ripose nella sporta onde serbarlo comeun ricordo perpetuo.

Non è nostro disegno di far la storia della sua vita clau-strale: diremo soltanto che, adempiendo sempre di gran vogliae con gran cura gli ufficj che gli venivano ordinariamente as-segnati, di predicare e di assistere ai moribondi, non lasciavamai sfuggire una occasione di esercitare due altri ufficj cheglisi era imposti da se: comporre dissidj e proteggere oppressi. Inquesto genio entrava, senza che egli se no avvedesse, perqualche parte quella sua vecchia abitudine, e un resticciuolo dispirili guerreschi, che le umiliazioni e le macerazioni nonavevano potuto spegnere del tutto. II suo linguaggio era abitual-mente piano ed umile; ma quando si trattasse di giustizia o diverità combattuta, si animava in un tratto dellimpeto antico,che misto e modificato da una enfasi solenne venutagli dalluso