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rebbero in nessuna notte della settimana, per un tesoro: sicchépossiamo andarci a porre colà sicuramente, che nessuno verràcerto a guastare i fatti nostri.”
"Va bene; e poi?”
Qui il Griso a proporre, don Rodrigo a discutere, finchéd’accordo ebbero concertato il modo di condurre a fine l’im-presa, senza che rimanesse traccia degli autori, il modo anchedi rivolgere i sospetti a un’altra parte con indizj fallaci, d’im-por silenzio alla povera Agnese, d’incutere a Renzo tale spa-vento da fargli passare il dolore e il pensiero di ricorrere allagiustizia, e anche la voglia di lagnarsi ; e tutte le altre bricco-nerie necessarie alla riuscita della bricconeria principale. Noitralasciamo di riferire quei concerti, perchè, come il lettorevedrà, non sono necessarj ali’inlelligenza della storia, e c’in-cresce di trattenerci e di trattenerlo lungamente a sentir par-lamentare quei due fastidiosi ribaldi. Basta che, mentre ilGriso se ne andava per metter mano all’esecuzione, don Ro-drigo lo richiamò, e gli disse: "Ascolta: se per caso quel tan-ghero temerario vi desse nell’unghie questa sera, non saràmale che gli sia dato anticipatamente un buon ricordo sullespalle. Cosi l’ordine che gli verrà intimalo domani di star zit-to, farà più sicuramente l’eflelto. Ma non lo andate a cercare,per non guastare quello che più importa: mi bai inteso.” ,
"Lasci fare a me,” rispose il Griso, inchinandosi con unalto d’ossequio e di millanteria; e andò. La mattina si spen-dette a riconoscere il paese. Quel falso pezzente che s’era inol-trato a quel modo nella povera casetta, non era altri che ilGriso, il quale veniva per levarne a occhio la pianta: i falsiviandanti erano suoi ribaldi, ai quali, per operare sotto i suoiordini, bastava una cognizione più leggiera del luogo. E fattala scoperta, non s’eran più lasciali vedere, per non dar tropposospetto.
Tornati che furono lutti al palazzotto, il Griso rendetteconto, e fermò definitivamente il disegno dell’impresa, assegnòle parti, diede istruzioni. Tutto ciò non si potè fare senza chequel vecchio servo, il quale stava ad occhi aperti e ad orecchilevali, s’accorgesse che qualche gran cosa si macchinava. Aforza d’attendere e di dimandare, accattando una mezza noti-zia di qua, una mezza di là, chiosando tra se un motto oscuro,