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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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"ZittoI disse con un visaccio severo il Nibbio: "a noinon si fa di codeste domande.

Lucia tentò unaltra volta di gettarsi dimprovviso allosportello; ma vedendo chegli era in vano, ricorse di nuovoalle preghiere; e colla faccia chinata, colle guance irrigale di.agrime, colla voce interrotta dai singulti, colle mani giuntedinanzi alle labbra, "Ohi diceva: "per amor di Dio e dellaVergine Santissima, lasciatemi andare! Che male vi ho falloio? Sono una povera creatura che non vi ha fatto nessun male.Quello che mi avete fallo voi, ve lo perdono di cuore; e pre-gherò Dio per voi. Se avete anche voi una figlia, una moglie,una madre, pensate quello che patirebbero se fossero in questoslato. Ricordatevi che dobbiamo morir lutti, e che un giornodesidererete che Dio vi usi misericordia. Lasciatemi andare,lasciatemi qui: il Signore mi farà trovar la mia strada.

"Non possiamo.

"Non potele? Oh Signore! Perchè non potete? Doye vo-lete condurmi? Perchè....?

"Non possiamo: è inutile: non abbiate paura, che nonvogliamo farvi male: state quieta, e nessuno vi toccherà.

Accorata, trambasciata, atterrita sempre più del vedereche le sue parole non facevano nessun colpo, Lucia si volse aColui che tiene in mano i cuori degli uomini, e può, quandovoglia, intenerire i più duri. Si strinse allangolo dovera stataposta, incrocicchiò le braccia sul petto, e pregò fervidamentecol cuore: poi cavata di tasca la corona, cominciò a dirla, conpiù fede e con più affetto che non avesse ancor fatto in vita sua.Di tempo in tempo, sperando di avere impetrata la misericor-dia che domandava, si volgeva a ripregar coloro; ma sempreinvano. Poi ricadeva ancora alienata dai sensi; poi li ripigliava,per rivivere a nuove angosce. Ma ormai lanimo non ci reggea descriverle più a lungo: una pielà troppo dolorosa ci affrettaal termine di quel viaggio che durò più di qualtrore; e dopoil quale ci converrà pur trapassare per altre ore angosciose.Trasportiamoci al castello dove linfelice era aspettata.

Era aspettala dall innominato, con una sollecitudine, conuna sospensione danimo insolita. Cosa strana! egli chea cuoreimperturbato aveva disposto di tante vite, che in tanti suoifalli non aveva computale per nulla le ambasce da lui fatte pa-