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"ZittoI” disse con un visaccio severo il Nibbio: "a noinon si fa di codeste domande.”
Lucia tentò un’altra volta di gettarsi d’improvviso allosportello; ma vedendo ch’egli era in vano, ricorse di nuovoalle preghiere; e colla faccia chinata, colle guance irrigale di.agrime, colla voce interrotta dai singulti, colle mani giuntedinanzi alle labbra, "Ohi” diceva: "per amor di Dio e dellaVergine Santissima, lasciatemi andare! Che male vi ho falloio? Sono una povera creatura che non vi ha fatto nessun male.Quello che mi avete fallo voi, ve lo perdono di cuore; e pre-gherò Dio per voi. Se avete anche voi una figlia, una moglie,una madre, pensate quello che patirebbero se fossero in questoslato. Ricordatevi che dobbiamo morir lutti, e che un giornodesidererete che Dio vi usi misericordia. Lasciatemi andare,lasciatemi qui: il Signore mi farà trovar la mia strada.”
"Non possiamo.”
"Non potele? Oh Signore! Perchè non potete? Doye vo-lete condurmi? Perchè....?”
"Non possiamo: è inutile: non abbiate paura, che nonvogliamo farvi male: state quieta, e nessuno vi toccherà.”
Accorata, trambasciata, atterrita sempre più del vedereche le sue parole non facevano nessun colpo, Lucia si volse aColui che tiene in mano i cuori degli uomini, e può, quandovoglia, intenerire i più duri. Si strinse all’angolo dov’era stataposta, incrocicchiò le braccia sul petto, e pregò fervidamentecol cuore: poi cavata di tasca la corona, cominciò a dirla, conpiù fede e con più affetto che non avesse ancor fatto in vita sua.Di tempo in tempo, sperando di avere impetrata la misericor-dia che domandava, si volgeva a ripregar coloro; ma sempreinvano. Poi ricadeva ancora alienata dai sensi; poi li ripigliava,per rivivere a nuove angosce. Ma ormai l’animo non ci reggea descriverle più a lungo: una pielà troppo dolorosa ci affrettaal termine di quel viaggio che durò più di qualtr’ore; e dopoil quale ci converrà pur trapassare per altre ore angosciose.Trasportiamoci al castello dove l’infelice era aspettata.
Era aspettala dall’ innominato, con una sollecitudine, conuna sospensione d’animo insolita. Cosa strana! egli chea cuoreimperturbato aveva disposto di tante vite, che in tanti suoifalli non aveva computale per nulla le ambasce da lui fatte pa-