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del suo non sarebbero bastale in quell’ anno a porlo in istato diesser liberale altrui; ma che, avendo fatii avanzi negli anniantecedenti, si' trovava dei più agiati del contorno, e potevafar qualche cortesia senza sconcio, come certo la farebbe dicuore;, e che del resto si sarebbe recalo ad offesa che gli ve-nisse proposto un compenso di danari.
"Avrà probabilmente” disse il cardinale "crediti versogente inabile a pagare.”
"Pensi-, monsignore illustrissimo: questa povera gentepaga col soprappiù del ricolto: l’anno scorso non vi ebbe so-prappiù; in questo tutti si rimangono indietro del necessario.”
"Or bene,” ripigliò Federigo: "prendo io sopra di melutti quei- debili: e voi mi farete piacere di aver da lui la notadelle partile, e di saldarle.”
"Sarà una somma ragionevole.”
"Tanto meglio: e avrete pur troppo di quelli ancor piùmiserabili, più spogliali, che non hanno debito perchè non tro-vano credenza.”
"Eh pur troppol Si fa quel che si può; ma come bastare,in tempi di questa sorta?”
"Fate che egli li vesta a mio conto, e pagatelo bene: Ve-ramente, in quest’anno;, mi par rubato tutto ciò che non va inpane;: ma questo è un caso particolare.”
Non vogliamo però chiudere la storia di quella giornata,senza raccontar brevemente come la terminasse l’innominato.
Questa volta la fama della sua conversione lo aveva pre-ceduto nella valle, vi s? era tosto: diffusa, e aveva messo pertutto uno sbalordimento, un’ansietà, un cruccio, un susurro.Ai primi bravi o servi (ei a tuli’uno) che incontrò egli fe cennoche.lo-seguissero; e cosi di mano in mano. Tutti venivan dietrocon una sospensione nuova e colla soggezione solita: (anlo che,con un seguito sempre crescente, egli pervenne al. castello.Fecenno a quei che si trovavano sulla porta, che venissero dietropure cogli altri; entrò nel primo cortile,,andò verso il mezzo,e. quivi, stando tuttavia, in arcione, mise un suo grido tonante:era.il segno usato al quale accorrevano lutti quei suoi che beves-sero inteso. In un momento tutti quei eh’erano sparsi pel ca-stellacelo venner dietro alla voce, e si univano ai già ragunati,guatando, lutti al padrone.