"Ah gli perdono! gli perdono da vero, gli perdono persempre!” sdamò il giovane.
"Renzo!” disse con una severità più pacata il frate,"pensaci; e di’un po’quante volte gli hai perdonato.
E, stato alquanto senza ricevere risposta, lutto a un trattochinò il capo, e con voce raumiliala riprese: "Tu sai perchè ioporto quest’abito!”
Renzo esitava.
"Tu lo sai!” riprese il vecchio.
"Lo so,” rispose Renzo.
"Io ho odiato anch’io: io, che t’ho sgridato per un pen-siero, per una parola, 1’ uomo che io odiava, eh’ io odiava cor-dialmente, ch’io odiava da gran tempo, io L’ho ucciso.”
"Sì, ma un prepotente, un di quei....”
"Taci,” interruppe il frate: "credi tu, se ci fosse unabuona ragione, che io non l’avrei trovata in treni’anni? Ah!s’io potessi ora metterti in cuore il sentimento che ho avutopoi sempre, e che ho, per l’uomo ch’io odiava! S’io potessi!...io? ma Dio lo può: Egli lo faccia!... Senti, Renzo: Egli ti vuolpiù bene che tu non le ne voglia: tu hai potuto pensar la ven-detta; ma Egli ha abbastanza forza e abbastanza misericordiaper impedirtela; li fa una grazia di cui altri era troppo inde-gno. Tu sai, tu l’hai detto tante volle, Ch’Egli può fermar lamano d’un prepotente; ma sappi che può anche fermar quellad’un vendicativo. E perchè sei povero, perchè sei offeso, creditu eh’ Egli non possa difendere conira le un uomo che ha creatoa sua imagine ? Credevi tu eh’ Egli ti Iascerebbe far tutto quelloche vuoi? No! ma sai tu che cosa puoi fare? Puoi odiare, e per-derti; puoi con un tuo sentimento allontanar da te ogni bene-dizione. Perchè, comunque li andasser le cose, qualunque for-tuna ti venisse, tieni ben per certo che tutto sarà castigo,finché tu non abbi perdonato, perdonalo in modo da non poterdire mai più: — io gli perdono. —”
"Si, sì,” disse Renzo tutto commosso e tutto con-fuso: "capisco ch’io non gli aveva mai perdonato da vero:capisco che ho parlato da bestia e non da cristiano: e ades-so, con la grazia del Signore, si, gli perdono mo proprio dicuore.”
E se tu lo vedessi?