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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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eia ve laspetlevebbe: infanlo Renzo farebbe spesso qualche altracorsa a Pasturo, a vederla sua mamma, e a tenerla informatadi quel che potesse occorrere.

Prima di partire, offerse anche a lei danari, dicendo: "Gliho qui tutti, vedete, quei tali: avevo fatto voto anchio di nontoccarli, fin che la cosa non fosse schiarila. Adesso mo, se neavete bisogno, portale qui una scodellila dacqua e aceto; vigetto dentro i cinquanta scudi belli e lampanti.

"No, no, disse Agnese: "ne ho ancora più del bisognoper me: i vostri, teneteli saldi, che saran buoni per piantar lacasa.

Renzo se ne tornò con questa consolazione di più, del-laver trovala sana e salva una persona tanlo cara. Stette il ri-manente di quel giorno e la nolle, in casa dellamico; il do-mani, in via di nuovo, ma da unallra banda, verso il paeseadottivo.

Trovò quivi Bortolo, pure in buona salute, e in minor ti- .more di perderla: chè, in quei pochi giorni, le cose ancheavevan preso rapidamente una bonissima piega. Gli ammala-menti eran divenuti radi, le malattie non eran più quelle; nonpiù quei lividori mortali, quella violenza di sintomi; ma feb-briciattole, intermittenti la maggior parte, con al piò qualchegavoccioletlo scolorato, che si curava come un figliolo ordina-rio. Già la faccia del paese compariva mutata; i superstiti co-minciavano a venir fuori, a noverarsi fra loro, a farsi a vicendacondoglienze e congratulazioni. Si parlava già di ravvivare ilavori: i padroni sopravvissuti pensavano già a cercare e acaparrare operaj, e in quelle arti principalmente dove il numerone era stato scarso anche prima del contagio, comera quelladella seta. Renzo, senza fare il lezioso, promise (salve però ledebite approvazioni) al cugino di rimettersi al lavorio, quandoverrebbe accompagnalo a stabilirsi in paese. Diè intanto ordineai preparamenti più necessarj, si provvide di più capace allog-gio, cosa divenuta pur troppo facile e poco costosa, e lo fornidi mobili e d arredi, mettendo mano questa volta al tesoro,ma senza farvi dentro un grande sdrucito, chè dogni cosavera dovizia e gran mercato.

Dopo non so quanti giorni, tornò al paese natio, che videanche più notabilmente cangiato in bene. Trottò subito a Pa-