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La Gerusalemme liberata / Torquato Tasso ; preceduta da un discorso critico letterario di Ugo Foscolo, ed. illustrata da note storiche
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CANTO NONO.

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99 Veggia il nemico le mie spalle, e schemaDi novo ancora il noslro esilio indegno;Purché di novo armato indi mi scernaTurbar sua pace e il non mai slabil regno.Non cedo io, no: fi a con memoria eternaDelle mie offese eterno anco il mio sdegno.Risorgerò nemico ognor più crudo,

Cenere anco sepolto e spirto ignudo.

note.

Si. 5, r. S-6. Abbiamo dettosuperiormente, che ira i Maomettanidi Siria e dellAsia-Minoie, e quellid'Egitto, erano più cagioni di rivalitàe d odio: la supremazia in fatto del-l'imperio, e le scissure in latto di re-ligione, Dal che il lettore può anche diper stesso dedurre, non essere cosastorica quel che qui narra il Tasso, cioèebe Solimano ricoverasse in corte delcaliffo dEgitto, e gli si offerisse com-pagno a scacciare i Cristiani di Palesti-na. Per isventura deCristiani, Solima-no (o per meglio dire il figlio di Soli-mano, o, coro altri vuole, il nipote),eh avea perduta la sua regai città diNicea, ed era stato sconfitto nella granbattaglia di Dorilea, rimase nel suo re-gno dEizt'ium , e riparate ben prestote sue perdite, potè alla sua volta mal-menare que nuovi eserciti di Crociatiche in seguito attraversarono le sue pro-vatele.

SU 70, u. 5-6. Di un fatto si-mile (che per rispetto a Clorinda è una

invenzione del Poeta) gli storici delleCrociate danno lonore a Goffredo, inuno depiu importanti fatti darme av-venuti sotto le mura d Antiochia, eche è chiamato la battaglia dellOronte,Goffredo, che avea dato riprova dellasua perizia come capitano, palesò la suaprodezza e la sua forza con azioni cele-brate dalla poesia e dalla storia. Arma-tura alcuna uon resisteva al taglio dellasua spada, che faceva volare in pezzi lelance, gli elmi e le corazze. Un Sarace-no, che oltrepassava gli altri in istatu-ra, gli venne incontro nel fitto dellamischia, e col primo colpo gli fece inpezzi lo scudo. Goffredo, sdegnato ditanta audacia, salza sulle staffe, sislancia contro 1 avversario, e gii vibraun colpo terribile, che ne divide ilcorpo in due patii. La superiore, di-cono gli storici, cadde in terra, elaltra rimase sul cavallo, che rientròin città, ove la vista quello spetta-colo raddoppiò la cosUruaziouc dògliassediati.