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LA GERUSALEMME LIBERATA.
lasciata la campagna di Tolemaìde,s’era avanzata fra il mare ed il monteCarmelo, quando una colomba, sfug-gita dagli artigli d'un uccello di rapina,cadde morta in mezzo ai soldati cri-stiani. Il vescovo d’Àpt,che raccolseta colomba , ritrovò sotto le sue aleuna lettera, scritta dall’emiro di To-Icmaide a quello di Cesarea. * Quellamaledetta razza de*Cristiani, vi si di-ceva , ha traversato il mio territorioper venire sul tuo: tutti ì capi dellecittà mussulmane sieno avvertiti delpassaggio di costoro, e prendano gliopportuni espedienti per ischiacciarli. »Questa lettera fu letta nel consiglio
de’princip» ed al cospetto di tutto l’eser-cito; il quale per si impensato avveni-mento fu preso da meraviglia insieme eda allegrezza, più non dubitando cheIddio non fosse per proteggere la loroimpresa, dappoiché si serviva d’ un talmezzo per rivelar loro i segreti degl’in-fedeli.—Cosi racconta Raimondo d’A gi-lè s, testimonio oculare; ed il raccontodi questo scrittore ha evidentementeispirata al Tasso la sua finzione in que-sto luogo descritta , in cui una colombadiretta verso Solima, e portante l’an-nunzio del prossimo arrivo dell’ osteegizia, è perseguitata da un falco, e calasulle ginocchia di GolFredo,
casto oGcmovom
[1 re e Solimano riparano nella torre. — Argante è ucciso da Tancredi insingoiar battaglia. — 1/innamorata Erminia e l’esploratore Vafrino tor-nano al campo de’Cristiani.
1 Già la morte, o il consiglio, o la pauraDalle difese ogni Pagano ha tolto;
E sol non s’è dall’espugnate mura11 pertinace Argante anco rivolto.
Mostra ei la faccia intrepida e secura,
E pugna pur fra gli avversarj avvolto,
Più che morir, temendo esser respinto;
E vuol morendo anco parer non vinto.
2 Ma sovra ogni altro feritore infestoSovraggiuuge Tancredi, e lui percole.
Ben è il Circasso a riconoscer prestoAl portamento, agli atti, all’arme note,
Lui che pugnò già seco, e il giorno sestoTornar promise, e le promesse ir vote.
Onde gridò: Così la fe’, Tancredi,
Mi servi lu? cosi alla nugna or riedi?