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Trattato della pazienza necessaria ad ogni stato di persone, et utilissima a padri predicatori contenendo bellissime ponderazioni scritturali, dottrine, & erudizioni / opera del P.M.F. Angelo Paciuchelli da Monte Pulciano dell' Ordine de' Predicatori, già provinciale della Provincia Romana
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iy8 Trattato della Pazienza

piedi, percheegli non durasse fatica a(atirgli. Mache* II Signorc votea ,ehe il mondosi conferuaffe nctla suasolita consistenda, c le stagioni,/ pia-neti, glelemesttiM venti,e 1altre cofeteneffero i 1 loro ordinario corio -> on-deinandare da vn hiogoallMltroicrabignato dalle pioggic.ricoperto dalleneui»agghucciato dalle tramontanearfodal sole j quando era per mire ,"infuriauano i nenti ,1otidesi solleua-uano.eetnpieuano Ia nanicella-,e nel«1andarpercerraisaffaticaua,st stan-caua,come ce descritto dall'Euangc-1 «, 4.6. Vi&z: Pattgatut exitinere .M. 3 . noiupareaegliandareacauatlo,o valerstdi qualche giumento , per non durartanta fatica in circondar piti uolte IaGiudea,e la Galjlea * potea, non perovolle farto,nia andar sempre a piedi,eper Io piu scalzo , Sapete quale di ciöe la -agione'Eccola,dice S. Giouan_»Grisostomo ChriHus facilem ,0* de-JJom.30 iietn/am uitam abis ciens , laboriosammloan. 'uero ftqucns , non[ubtugaiibus vtiturved ita difficulter incedit->vt ex itinere fatizetw.ertidiem nosdta ä super,feuis alienos e(se%vt multa necessariaabscindamus a nobis .'EteSe vrn vi-ra pienadi fatiebe, e disagi, e schinonuce te delizieso gbagivper dare esern.pio a noi, ehe feguicaffemo le sue ue-stigie ,elinrmicasremoin ricufare lesue stipet flue.epriuara anco tat voltadi quelle, checi ion neceisaric^eclieauessemo pazienza ne*carriui uiaggi,uedcndo,chel Figliuolodi Dio saffa-aicö raolto ,e molto pati uiaggiando.E in effecto fti immirato da'iuoi Apo.ftoli,che a piedi iguudi andauano 3predicar per il mondo,qucsto allorie-te,queIloalloccidenre, uno a mezzogiorno,l*a!tro a Sectenrrione,cbi all.Indic,chiin Etiop!a,a!cri inaltre par-ri,patendo graoilTiiui incommodi; etutto (oppottaado pazientemente >per gloria di Dio,e per salute delbani,me.Cosi mokakri Sanci viaggiaro-no ndlistessaguisaa!l c Apo(tolica,de-siderofl dipatire,per piacere a Dio ,cguadagnare il Cielo.

4 Ben st veri fica ne viaggi il famoso

Us-8.18 decto li S.P\o\o.Diligentibus Deamemniacooperantur in bonum . Impe*

Depau

c.x

roche,come sct iue jl santo patriarcadi Venetia Lorenzo Giustiniano:?,*.tienti\eruiuut£$las,& hyems ,c 5 * om-nia aduerfa mundi . A chi ama Dio»e vuoBarricchirsi di meriti ne gleier-«izidi pazienza, agni cosa milita inbenc,nellestatc il caldo,nelfinuernoil sreddo, nella primauera,d nellau-tunno le pioggie,per le strade i sturni,i ladroni,ein somma tuete sauuersitämilitano in sua vtilita -,perche in ogn 1euenro si conforma al uoler di Dio, elo benedisce, e ringrazia. pare, eheplutarco facesse la gtofa al testo dipaolo , quando ferisse . Sicut apibus Dttraq,mei prabet thymus acerrima , & ari animi »dii [ima herba ita homines cordati erebus aduerfi/ßmis conutniens aliquid& commodum decerpunt . Gl htiomi«ni giusti ,egiutiiziosi sono a guifa dSapi vperchesicome queste daltitnoa-maro necauano ilmiele, cosi quelltdalle coseauuerle traggono miglioramento,e profictoOh ehe a pe dii'gen-te era il B. Francesco Borgia Quan-do egli facea uiaggio, e ehest Sole eraardentifllmo ,dicea ;Oh comeci ser-ue bene lamico I Cosi quando pio-ueua,neuicaua, Ia tramontana glag-gbiacciaua1 (angue dentro le riene, ein aitre Ibmiglianti occasioni j renemdo peramico tutto qaello,che gli porgea materia di pazienza,e di merito.

Vnapc industriosa era1 mio padreSan Domenico-Apporta il Matnen- ?da nenostci Annalist processo dellasua canonizzazione ,oue testimonigiuratiattestanojdiequando egli sa-cca uiaggio,u(cstodaIIeOtta, o Ca-stelli,st fcalzaua,e cosi camminaua sinehe giungeffe a tuoghi simili » quan.runque la strada fosse fonente aspra ,etutca piena dacuti fasti . Non uollemai permcttere,chealcuno de'corr».pagni portasse i suo i panni beche pitivolte,e istantemente ue lopregalscrom.i da per se stesso gli voleua portarevolendo seruiremon efser seruito.ammaestrato dal suo vmilifltmo Reden»tore, ehe non venit vsimffrart ffed mi-niflrare* Accade vna volta tra kai-tre,chc andando egli da Roma ,c Bo.logna,venne a pioueretanto dirotta-mecue, ehe le strade pareano diuenta-

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