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LjbroIII.Cap.il. 199
te fiumi.Che saccea allora Domeni.co‘.sorse nerattristaoaj sc ne reca.11 a fastidio 5 Nicntc tale, anzi n» ca-uaua vn micle d i consolazione,e con-forto,ii riempiuadi giubilo,ebcnedi-cea.e ringraz/aua Dio,cantando dol-cemente gl’Inni dello Spirito santo, edclla Santissima Vergine .Cum ob ingentempluutam aqua omnes intimuiL'ferit , gaudebat ipje , & Deum lauda,bat, hymnos que alta voce decantabat ,jiue Maris Stella, & Feni CreatorSpiritus. Oh ehe Ape di Paradiso JMane‘viaggi,cbesi fanno perma-L re»fa st ngolarmentc di mi st,'er i la. pa-
zienza,perche iui sono ipiu graui pe-ricolhe patimenti maggiorhondedis-se lo Spirito santo; Quinauiganrma.£ccl 4} re i enarrant pericula eius. Di Cato-16. ne,scriue piutarco, ehe dicea pentirsidi trecosc.La prima ,di effere statoalcun giornoinquesta vita si frale >eistabilesenz’auerfatto testamento .La seconda, d’auer conserito segretiadonna. La terza , d*essersi tneffo inmare ,quando poteaper terra trasfe-rirsi al rnedesimo luogo. £t io dico avoi.fe le tempeste ui fpauentano,per-the vimettetein mare ?Non incobpace la natura, ma si bene la vostrapazzia,ola uostraauarizia, ehe vicöduce in mare, uerisicandosi di uoi ’1desto d'Orazio:
impiger extremos mercator curritad Indos,
Per mare pauperiem fugiens .persaxa,per ignes •
E poi non siere uoi nato in tempesta,e piangendo i Non uiuete uoi sem-prein tempesta i ö doureste impatarca patirquellojdie fempre parite-E sevna uolta auete portato pericolo difar naufragio,ui sta un perpetuo dotumento di non commeterpiii la nostrauita ail'onde istabili,c a'ventt infede-li , ese auete scampato il primo guat-dateui di non incorrere nel secondo.Dicea publio Mimo : fmprobe Ne<ptunum accusat , qui iterum naufra.gium facit . A torto accuso Ncttvino,il mare,e‘venti colu i, ehe e scampatola prima uolta. L ui porta pericolo laseconda.
7 Che se non poretefardi manco, e
nauigateper negozi necestari, vtgen-ti, che concernono il ben publico,e lagloria di Dioj non ui perdere d’ani-mo 5 armateuialla pazienza,e abbiateferma fiducia ,che Iddioöuf libera dalutti iperscolijo se vi resinftc,(ara,chela vostra morte sta salutifera , eviraporta delia uita eterna. Io non so,perchefiapili terribile morir ncil’acqua ,ehe in terra,auuega cbebisogni mori.re,ö nell’vna,o nell^ltra: o percbe siapiü desiderabile effer cibo de'vermi ,ehe de’pcsci.Forste pili lugala siradadall’acqua al Cielo,chedalla terra?
Il B.Giordano di Sastson ia, che suc-cede al Padre Sän Domenico nel Gc-neralato dell’Ordine nostro, huomodi gran dottrina,prudenza,e santitä diuita,nauigando uerso Terra Santa »per uisttarequcYanti luogh/ , e insic-xnepredicare il Vangeilo a'Saracini ,sopraggiunse una furiosa tempesta , Lspingendo uiolentcmente la naue allido,s affogö il Santo Generale,coti_»due suoicompagni , enouantanoucpersone ,ch’erano in quel legno. Fu-ronoricuperati i corpl di que’scruidelSignore, e portati in terra .Vollemostrare Iddio, che nonc malemori*re in mare a chi santamentc c viuuto.Apparuero molti lumi sopra'de’lorocorpi, e una colonnadi fuoco,egrancopia di rilplendentistfimi Croci . Inoltredrffondeuano vn soauissimo o.dore , e chi gli sepelii , senti per dietigiorni nelle tratstquella fragranza .
Scrluc Sar.t’Antonio, ehe un Reli. 5.p./.2j«giosoCarmelitanosaputa la morte c.p,§. 4 ,delSanto, era grandementecombat-tuto dadiuersc , graui tentaz'oni .
Cosi muoiono i seiui d, Dio ? Vanusep omnis , qui seruit Deo . MentreGiordanocosisi esommerso »o cheegi i non era quel sant’Huomo ,ch’eratenuto.ocheDlo non rimunera be-ne que i, ehe lo scruono Per tali ten-tazioni deliberaua la rnattina feguen-te di partiesi dalla Religione .La noc-te gl apparue ’1 Beato cinto di lumino-si splendori. Spaucntacoil Religioso,gli domandö : Chi sei ? Son Fia Gior.dano, o fratcllo carissimo , di rui tuflani tancodubioso. Nonti turbate.
Saluuserit ,qut vlque tn finem (eruitN 4 Dff-