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Trattato della pazienza necessaria ad ogni stato di persone, et utilissima a padri predicatori contenendo bellissime ponderazioni scritturali, dottrine, & erudizioni / opera del P.M.F. Angelo Paciuchelli da Monte Pulciano dell' Ordine de' Predicatori, già provinciale della Provincia Romana
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2 , 12 ,

Trattatö della Päz jerizä

siconuerre in otcrtno sangue , Dioge-ne Cinico fil inuitato da Cratero pre-feto d*Alessandro Magno.* ma egli ri-cusö l'inuito, con dire: Malo * 4 the.nissalem lingere, quamapudCraterüopipara frui mensa piü costo pane , eiale in casa mia[dirö meglio,in questaborte) ehe ne! tuo palazzo statmeneastsjso ad vna splendida mensa. Quin»diil poeta Ferrarese*

, In ca(amia mi sd meglio vn, t_»

Anolio raDa .

Cb'ioquoco,e cotta sunstec.co hnfarco,

E mondo.e Jpargo poi dacetoe sapa:

Cball'altrui mensa tordo , flar*na,o porco

Seluaggio , e costfottounavilcoit re,

Come di Jet a , t d'oro , ben micorco.

j Sega i talo Spirito Santo .Minimüpro magno placeat tibi : & improperiav peregrinationis non audies. Appaga-

* ' teui depochi, e poueri cibi in casa uo.stra,in nece dei molto,che potreste_jgodere in casa daltri.* e cosi sfuggire-te molti dilgusti,e d!spreg!,che ne p kä-lteste patire.ScriueSan Girolamo apaolino. Facile contemnitur clericus ,qaijape vocatus ad prandium ,ire nonrecu\at. Cbe vno vinuiti seco a pran*zo,e sua cortesia,ma auuertire,cbcj

non siste uoi tacciato di uiHania»fc_ 9

accettace Nnuito Spefiso accade, ehevnEcc!esiasticoinuitato a mangiarein casa di questi,o di quelli »vengainnon piccol dispreZzode egli condescede ,e Uiu 3 - II ehe bene intendendo S.Giouan Grisostomo ,eS. Ambrogio,non uollero tmi andare a alcun con«nito>quantunquene foflero istante-mentepregatj. II medesimo fece» 6persuase S Agostino.

4 Eccouinnalrro luogo deProuer-rrou. 17- bt. Melior estbucellastcca cum gau -V. n j dio, quam domus plena uiSiimss cum'rratt.de tur p 0 ^ EflsremSiro, esortandoallarattenc? p az senza,quando s'banno poueri ci-loajum. bijcnellamiseria,eparcitadeivjuerei Af ' porta questo Testo »ecosi legg o.Me-Itor est bucella panis in sale cum quit-te :&tranquiilitate^udmmenjasutn

ptuofis instructa dapibus cum diftra?itionibus, & curis. Val piü , & ü dimolto maggior soauitä , e gusto vil-»boccone di pan secco »con un poco disale, ehe fi magia con la pace dei cuo-re ,e'i sereno de Hanimo:che mille 3sorti deHe piü preziosecarnagioni , esaluaggiumijche addobbino le piü spledide mense deprincipi »oueli sliaconfastidi, inquietudine,distrozzioni , econtcse. Rare volteauuiene , ehe iconuiuanti sieno daccordo tra loro,esi chiamin contenti, partendosi fodis,fatti, e senza lamenti - Souentc si au-ueta quello,che diffe Flacco.

Tres mthiconuiua prope diQen,tire uidentur,

Poscentes uario multum diuersa-ipalato

Quid demiquid non dem iSene stanno tre cotnpagni a mensa,ediscordano, mentre desiano faziar 1 '-appetito, e tutti bramano dfuerse co-se, e varia mente acconcic, ehe suo-ldire, non douersi disputare degu sti ,onde vnostäperplcffo,enonsä, ehesi dar loro -Chesetre sono a mensadiicordi tra loro, ehe faranno ventitrenta ,ö quaranta ? Gli sentite direQuesta eosa rmlsaporita »quella s.ra insjpidajquestosauea ädjre innan.zi, quellakro dipoi, hanno messo ilcarro auanti abuoi. Oh ehe mensasenzordindQuella viuanda era fred-da, non vnlea nieme, quell'akra cha fatti di buona memoria per tantosale, ehe vera , e quella era comc1ceruello dello scalco,e dei quoco,se-za sale»in una verano tante specie ,ehe non si potea gustare 1 in unaltraniente, sempre su glestremi , 0 asso ,6 sci , una uoka il tempo di Noe, di«kuiiö \ vn'akra d*EHa > siccita senzafine.Questo era crudo,e quello dis.fatto. Qiiel seruitore era pigro , equelkakro furioso - Vno non diflemai nulla , e quellakro ci rompeuagl'orecchi. Di quel uino, ehe mi gu-staua,non me ne detrero,che vna vol-ta, di quellaltro grosse , e fumoso ,mene voleuanoempierlo stomaco*In uero >che non summo mai peggioseruit i. Mi rincresce desserci venu*to. Se me ne stauo in casa mia, coru»

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