Band 
Vol. I.
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il risultato nella fabbrica medesima, segnatamente se questa sia dacavarsi , e bisogni veramente per la costruzione dell edifizio .

Non mancano esempj nelle fabbriche antiche e non antiche,dove sono state tenute tali pratiche . Uno piü degno di menzionee quello della costruzione delP antico Tempio della Fortuna in Pre-neste , oggi Palestrina , dove si scorgono muraglioni di sostruzioni,di ripiani , di scaloni , ed altri , tutti della medesima pietra del mon-te , ove il tempio e addossato , per cui li cavi fatti con arte pro-curando le parti migliori, hanno servito di cava, e di sistemazionealla forma generale delle grandi opere inerenti al tempio medesi-mo , giacche la pietra di quel monte essendo una pietra viva, manon tanto dura , ne intrattabile a lavorare , diede luogo a questodoppio vantaggio.

Vi sono poi delle montagne che sono pure di pietra viva,ma non lavorabile^ per essere tutta crepolata e durissima , che ca-vandola va in frantumi, ed appena potrebbe servire per la costru-zione de muri ,* ed in tal caso tanto meno conto poträ farsi delrisultato de cavi.

In queste fondazioni non sono necessarj passoni, vanghe , esimili altri attrezzi, ma solo serviranno delle buone garavine , e del-le grosse mazze di ferro, delle zeppe di ferro, paletti, e mine ,non meno che li ferri che adopra lo scalpellino , per terminare espianare , occorrendo , qualche parte del masso , ove basare le fon-damenta o muri dell edifizio .

Le mazze di ferro con acciaro temperato alle bocche percheresistano alli colpi , manicate di legno di nocchia, legno che mol-leggia e resiste senza spezzarsi , saranno della forma e misura, co-me alla tav. X. Fig. 1. , e peseranno fra le trenta e quaranta libre ,colle quali si batteranno le zeppe di ferro, che sinterneranno allameglio nelle lesioni della pietra , che spesso s incontrano , ovverogli si farä una traccia dallo scalpellino , per introdurvele, dellequali se ne avranno in quantitä e di piix grossezze, poiche coliadoprarle vanno in pezzi e si annientano $ le zeppe saranno di fer-ro non temperato e della forma come alla Fig. 2. che a colpi dimazza s J interneranno per ispaccare il sasso, e cos'i di mano in raa-no formare quei piani, che V architetto avrä immaginato di fareper basare il suo edifizio .

Se occorrerä il levar masse grandi , e che colla sudetta la-vorazione si perdesse troppo tempo , allora si adopereranno le mi-