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SEZIONE VII.
AIITICOLO XXXV.
_/\ vendo conosciuto sin qui il merito del Rame col quäle sicompongono i metalli, atti a tante lavorazioni, e che nellefabbriche sono necessarj; parleremo delle Composizioni di que-sti, degPusi, e de’ modi di lavorarli adattati alle varie cir-costanze che Paccompagnono'T'
II Rame schietlo di cni abbiamo parlato , si lavora in la-st re^ si rinviene dalle miniere, o siano cave, in molte parti delmondo, ve ne sono copiose nella Germania, in Svezia, Nor-vegia, e piü ancora in Siberia, altre di poco e niente fruttove ne sono qua e la,ma che non mette conto a rinvenirle .
II rame schietto e malebile, cioe atto a lavorarsi col mar-tello e darle quella forma che si vuole, come si e detto; maqnesto medesimo rame unito, e ridotto propriamente a me-tallo, perde questa pastosita e prende una durezza che si spez-za sotto al martello, piü o rneno perö secondo la dose de-gPaltri metalli qnali si unisce.
La lega o sia unione del rame collo stagno forma il me-tallo che chiamasi ancora con im nome piü proprio, bronzo,il maggior, o minor quantitativo di stagno rende piü o menoagro Pimpasto.
Per esempio volendo comporre un bnon metallo per lafusione delle campane, campanelli e specchi ustori usati da-gP antichi in mancanza degli specchi di cristallo , e simiii, sicornpone colP unire a 75 libre di rame schietto, con libre25 di stagno schietto, avvertendo perö di fondere prima ilrame, e qüindi porvi lo stagno, giacche posto nella forna-nace il rame, varie ore s'impiegano a fonderlo, dove al con-trario lo stagno fondendosi al momento destasse al grandis-simo fuoco di riverbro come abbisogua per la fusione del