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ammatasseranno queste legature di mano in mano come allafig. 5 accostandolo di mano in mano da per tutto, e quindi condel luto preso colle mani si coprira, e fara immedesimare collaforma medesima, corae si e detto di questo cosi si operera pergFaltri cerchi che saranno distanti Funo dalFaltro circa duepalmi.
Ultimata cosi la forma, si preparera alla sua cottura perlaquäle si faranno li lavori disegnati alla Tav. CXXXV111 cioesopra al piano delFasinone lett. F fig. 1 e 2 si fara un muro didue teste di mattoni grosso a secco segnato in pianta fig. 3.lett. G con due pilastri lett. H per basarvi due archi come allafig. 2 lett. I per dare un appoggio al muro medesimo: primaperö di principiare questo muro si riempiranno li vani sottola forma e respettiva gratticola lett. D con mattoni e pezzi po-sti in cortello gl’uni sugli altri ma in modo, che fra loro vi re-sti un poco di spazio e questi incrocicehiati e posti fuori di re-gola perche la fiara che si fa nelle tre bocche lett. D della Ta-vola CXXXVII alla fig. 1 possa passare fra questi pezzi ma conaiquanto di stento, e cosi Funo sopra Faltro giungere a benriempire fra li pilastri di sostegno alla forma; con questomedesimo metodo si proseguira in tutto lo spazio fra il ba-samento della forma ai muri della fossa lett. L della fig. 3lasciando negFangoli quattro voti lett. M chiamati i camminili quali servono per chiamare il fuoco negFangoli dove senzaquesti spazi il fuoco non vi anderebbe si facilmente.
Fatto questo principio di lavoro si basera il muro di pro-spetto sopra alFasinone come alla lett. G fig. 3 e quando siasigiunto alFaltezza conveniente per porre nella forma li scolida dove deve sortire la cera di mano in mano che si fondesi ferma, si che non saranno tali scoli fermati, consistono questiin tante canne di ferro, come sarebbe di spingardo, voltan-doli in modo che nella parte piü erta s’introdurra nella formaove sono li scoli di cera come alla Tav. CXXXXII lett. Ge nel punto lett. D dove posano sul muro col medesimo lutodella forma si mureranno perche non si muovino, e cosi sifara addosso alla forma facendole una zinna benissimo rau-rata, acciö la canna non stacchi altrimenti la cera liquefatta siperderebbe nel fuoco, queste canne di ferro sono riportatenella detta Tav. CXXXVIII alla fig. 2 lett. E.