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mento di quel disgraziato, il quäle attesa Ia bravura del pro-fessore e cörag’gio del paziente guari e vive ancora cosrrftth-tilatq. <
Ga de awerta pure chirmque vogtia accingersi aprese d’essßre assai prüdente,e calcölatore noä tantö di tävoli-no, raa di ragionati raziocinj, e perciö cönoscendo quanto im-portante sia fiavere delle corde fidate, e che per averle tali bi-sogna pur comprenderne i principj delle lor qualila, costruzionie forze, convien sapere che dovendosi servire delle corde comunfsono queste costrutte di canapa, ma non basta che sia veramentecanapa,poiche delle canape coroeedi tutte le cose del mondo venesono d’infinite spacie, per cui bisogna saper sciegliere quali fradi esse e adattata alla circostanza. Sernbra che le corde quantopiü sono grosse, tanto piu siano förti, ma riescono in confron-to delle piu söttili meno flessibili, per cüi i loro due princi-pali requisiti, cioe forza e flessibilitä. pajono come lo sono in-conciliabili ragioni, per cui la forza della corda dipende dallaqualita della materia con cui sono composte, e dalParte con cuisono lavorate
Un autore fra gii altri che han trattato a lungo di questematerie e un lal Musschmbrock conclude dopo le piu ac-curate esperienze, che forza di una corda e minore di quel-Ja de’fili, o delle cordicelle componenti essa corda. Ondefatto un fascetto di tenuissimi fili, torti alquanto insiemesino a tanto che le loro parti non si sciolgono, e uniti fraloro parallelli , e collegati spiralmente con altro filo cheli stringa e comprima tutti in un corpo continuato 5 egliprova che una si fatta fnne e della maggior forza possibileperche ogni filo e egualmente teso, ne viene irregolarmen-te indebolilo dalla troppa contorzione, per cui ciaschedunoporta tanto peso, quanto sarebbe la sorama di ciaschedunoseparatamente.
L’esperimento di tal fune della circonferenza di quat-tro linee sostenne un peso di libre 320 , mentre una funedegli stessi fili contorti nella maniera ordinaria si spezzo alpeso di libre 160 5 per cui il sudetto autore propcne piu