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tutto? Si esaminino li loro denti di tutte le grandezze si trove-ranno le seghe, li coni, di piü forme e di piü forze, si passi al-1’ esame degl’ artigli quäl cono, e di quante forme non si tro-vano? Quindi si osservino le corna che egualmente vi si trove-ranno forme, forze, e composizione, non che le proporzioninecessarie per la loro difesa e industria sempre maggioreassaial bisogno, cid che impara a ben munirsi di machine ordegnie forze per riuscire nelle operazioni, cosache vi sarebbe assai dadire sesi clovesse parlare con persona affatto digiuni dellageo-metria, delle mattematiche e del disegno.
SEZIONE XIV.
ARTICOLO LVI.
Deila resistenza che si oppongono al movimento dellemachine , tanto per la scabrositä della superficie o siaattrito , quanto per la rigidezza delle corde , e cautele
per äiminuirle.
Se li corpi o qualunque oggetto posato un sopra all’ altro fos-serodi qualsivoglia materia, e fossero perfettamente piani, eperfettissimamente levigati senza che trovassero resistenza perl’effetto del loro contatto, sarebbero senza dificolta gl’uni sugl’altri, e per tutti li rapporti tanto semplici e facili che sussi-stono, tra le potenze e le resisteoze avrebbero luogo senza al-terazione alcuna in queste machine, ma le superfici dei corpinon presentano maiquel piano e quel livigato di cuila sola ideali suppone; poiche se cid in pratica sussistesse qualunque corpoavesse tal requisito, non resisterebbero, ed a stento inegualinon farebbero il loro moto, quäl resistenza si chiama attrito.
In qualunque machina volendo avere il valore reale delleresistenze per applicarvi in proporzione le potenze necessarie fa iduopo aggiungere questa nuova resistenza degl’attriti, a quelleche le teorie fan conoscere.