Band 
Vol. II.
Seite
381
JPEG-Download
 

381

state di murazione della stessa dituenzione di quella d’ una solaarcata in catene. La stabilita in questi due casi e supposta la stessa,e cal-colata per amraettere il passaggio d’una doppia fila di vetture caricate.

Se noi paragonassimo un ponte di catene ad un ponte copertoin legname, i resultati sarebbero piü. favorevoli ancora per questoultimo sistema , perche la durata essendo piü grande , la spesa ,dopo un lungo termine , sara molto minore ; un ponte coperto d’al-tronde e esposto a meno accidenti che un ponte di catene , e costamolto meno di manutenzione.

L’autore giustifica poi cogli esempj l’opinione , che i vantaggiattribuiti ai grandi ponti sospesi sono piü apparenti che reali , e chead eccezione di alcune localita e circostanze particolari , i ponti inlegno ed anche in pietra prestano maggiori caralteri di solidita, didurata , e d’economia.

Tanto dice M. Cordier , e sembrami giusto ; poiche lutto vienedettato dall’ esperienza , e dalla pratica di questi oggetti per noi an-cora incogniti, quanto per la mancanza di non averne sotto gFoc-chi , di questi ponti sospesi. Si sono fatti ancora di catene com-poste con matassoni di filo di ferro grosso ben riuniti legati confasce di ferro , e ben coperti di catrame , perche le acque pluvialinon vadano ad ossidarli, sia per l’uno o l’altro la massima ü sempreeguale, onde il savio architetto imbeverato da yarie massime deve sa-perle adattare , correggerle , e praticare nelle varie circostanze e lo-cali per averne un felice risultato.

Poiche M» Cordier ritiene b sovraccentjati ponti per opere efi-mere , e preferisce per ogni titolo non senza ragione, quelli di ma-teriale , passeremo a trattare delli archi, pittebande , volte ed altrorektivo a questo importantissimo articolo, dove dovrebbe ogni profes»sore assai occuparsene per non vedersi rovinare quello che ha costrutto,con tante poi conseguenze vergognose.

Fine del Totno III,