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De varj sesti di archi e volte con la degradazione
de fianchi.
Le volte o archi che nelle loro basi si allontanano'daldetto centro si chiamano rialzate; se poi alPopposto in queipunti piü vi si accostano si chiamano sceme; le volte poi chesono composte con due centri o si chiamano bilinee, o acuteTav. CCXXXVI1I.
In qualunque caso e ben chiaro, che per ben costruirequalsivoglia di queste volte convien che le pietre siano postee tagliate in modo, che le unioni siano perpendicolari alletangenli delle curve.
I mattematici hanno dimostrato che la curva piü solidaper le volte e quella che si dice catenaria , la quäle figuraequivale al contorno di una vela gonfia dal vento, e chepoco varia dalla parabola . Ma siccome tali contorni non sonosi convenienti e belli, quanto e quello della circolare, o del-l’elittica, perciö in grazia di questa preferenza si dovrannocostruire tali volte con quella necessaria degradazione nellagrossezza delle pietre, che mantenga meglio Pequilibrio, nel-la sudetta tavola fig. 2.
Quantunque le pratiche degli architetti, i quali hannotrattato tali oggetti, non siano pienamente uniformi, nono-stante si puö dire che siano equivalenti i metodi, giacchealcuni riempiono le volte di materiale per rinforzarle, quan-do altri le rinfiancano con P aumento della grossezza , ov-vero colle direzioni delle lunette che P incrociano, e perciöconvien conoscere e prevvedere a tre cose , cioe, figura, e-quilibrio, e composizione delle forze.
Arco e volta a tutto sesto.
Primieramente rispetto atla figura , deve considerarsi co-me un arco composto di tanti cunei, ne J quali le teste M. IN.P. Q. ec. sono piü larghe delle parti inferiori 1 2 3 4 percui appoggiati P uno all’ altro resistono reciprocamente aglisforzi della loro naturale gravita, la quäle perö se liberamentepotesse agire li farebbe cadere Tav. CCXXXIV. fig. 1 .
Tom. III. 2