SEZIONE
XXIII.
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ARTICOLO LXXVII.
In questa sezione parleremo di un oggetto assai interes-sante per 1’ architetto , che e quello delle decorazioni che
dovra diriggere , dopo che avra ternainato e portata a sal-
vamento una fabbrica , ovvero che dovra decorare dei loca-li di varie specie , sia per la rappresentanza , sia per il pro-prietario , onde possa ragionatamente proporre , diriggere ,e adattare con carattere le tante maniere di fare.
Bisogna primieramente osservare dove la decorazione de-ve far pompa , se in luogo sacro , se in luogo di un ca-rattere sostenuto , se iu appartamento di sovrani , se inappartamenti di particolari , e di quäl grado , se in locali dipubblici spettacoli , se in locali di divertimento , se in fi-ne in locali di feste , e di quäle specie.
L’ architetto filosofo , o sia ragionatore deve procu-rare che il carattere principale della sua decorazione sia
per cosi dire parlante, cioe che dalla principale massa sino
al piü piccolo ornamento si scorga la convenienza e la ragione-volezza di quanto si operi , giacche li quadri , li chiaroscu-ri , e li stessi ornati che convengono in una chiesa , in unafesta funebre e simili , non converranno iu una festa diballo , che per quanto siano bene eseguiti mancheranno dicarattere, e di convenienza, che nelle arti tutte e la salsa prin-cipale , e siccome in questo genere la pittura e dove mag-giormente signoreggia , mi occuperö a parlare di questa , edelle varie maniere di trattarle.
Tom. V. 1*
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